Gentili pazienti bentrovati…e buon anno!

Nell’articolo di questa settimana comprenderemo insieme come diverse patologie del nostro corpo possano interessare (ed avere importanti effetti) la nostra salute orale e i nostri denti.

Tipico esempio di patologia che non nasce direttamente nel nostro cavo orale ma che mostra importanti conseguenze per questo è il reflusso gastroesofageo (patologia che inizia nello stomaco e non nel cavo orale).

 

Vediamo che cosa si intende per malattia da reflusso gastroesofageo (GERD)

Con tale sigla viene indicata una malattia caratterizzata da un versamento cronico di contenuto gastrico all’interno dell’esofago e che può raggiungere la cavità orale.

Il reflusso gastroesofageo è un disturbo molto comune e di poco interesse per i casi in cui si manifesta con episodi sporadici; diventa, invece, patologico quando la frequenza del ritorno verso l’alto del contenuto dell’apparato digestivo è abbondante e costante.

 

In condizioni normali e in soggetti sani una piccola quantità di reflusso liquido può manifestarsi saltuariamente (solitamente dopo i pasti principali ed entro le 3 ore successive a questi). In questi casi si tratta di un reflusso breve e soprattutto poco acido.

Quando, invece, il fenomeno del reflusso diventa più frequente e corposo, si inizierà a parlare di vera e propria malattia da reflusso gastroesofageo (in grado di compromettere in modo irreversibile la salute del nostro cavo orale).

 

Nel reflusso le sostanze acide presenti nello stomaco risalgono attraverso l’esofago, fino ad arrivare alla bocca e comportano la progressiva erosione dei tessuti duri del dente e creando lesioni alla mucosa orale.

Una delle sensazioni maggiormente avvertite da chi soffre di GERD è il famoso “brucior di stomaco” dovuta alla risalita regolare di succhi gastrici.

Altri sintomi associati a tale disturbo sono: eruttazione, rigurgiti e acidità di stomaco.

Importante sottolineare come tale patologia stia diventando molto più frequente e diffusa (ad esempio negli U.S.A. tale patologia coinvolge circa il 40% degli adulti).

 

 

Quali effetti ha il reflusso gastroesofageo sui nostri denti?

I primi sintomi e segni che si manifestano nel cavo orale, a seguito di GERD, sono:

  • Erosione dentale,
  • Sensibilità dentale,
  • Comparsa di afte
  • Irritazione dei tessuti molli e della mucosa orale
  • Sapore poco gradevole e tendenzialmente aspro.

 

A riguardo sono stati condotti numerosi studi ed approfondimenti dai quali è emersa palesemente la stretta correlazione tra malattia da reflusso gastroesofageo e comparsa di erosione dentale (si tratta di circa il 60% dei pazienti).

 

Partiamo dal primo danno che si verifica nel cavo orale conseguente al reflusso… l’erosione dentale, ma prima di spiegare l’erosione dentale è opportuno sottolineare come le mucose orali e gli elementi dentali non siano biologicamente predisposte a resistere alla continua esposizione acida, a differenza delle pareti dello stomaco (resistenti all’esposizione acida).

 

L’erosione dentale.

Con tale termine si indica una perdita della struttura dentale dello smalto o della dentina dovuta all’esposizione dell’elemento dentale a sostanze acide.

Tali sostanze possono avere:

 

  • Origine intrinseca legata a disturbi gastrointestinali o a disordini alimentari (cioè legata ad episodi ripetuti nel tempo di reflusso gastroesofageo o vomito).
  • Origine estrinseca: in base all’alimentazione seguita ed al consumo di cibi e bevande più o meno acidi assunti.

 

Ulteriori fattori che aumentano il rischio di sviluppare reflusso gastroesofageo sono:

  • l’abuso di bevande gassate, il consumo eccessivo di cibi acidi, l’obesità, l’alcolismo, e la gravidanza.

 

All’interno del cavo orale il reflusso mostra i suoi effetti tramite l’erosione dentale, il quale a sua volta si manifesta attraverso la variazione di colore e forma dei denti (risultando ingialliti e più corti), lo smalto si presenterà leggermente più trasparente sui bordi e si avvertirà un aumento di sensibilità al caldo/freddo (in quanto la polpa dentale sarà maggiormente esposta agli stimoli termici ed al rischio di contaminazione batterica e quindi al rischio carie.

 

 

Quali sono le principali cause dell’erosione dentale?

  • Gastrointestinali: reflusso gastroesofageo, bulimia e anoressia (in cui si verificano numerosi episodi di vomito)
  • Abitudini alimentari: consumo eccessivo di alimenti estremamente acidi o di bevande gassate e dolcificate
  • Scarsa igiene orale, una bocca senza placca, tartaro e con un’ottima igiene orale sarà in grado di contrastare gli attacchi acidi salvaguardando la salute dei denti!

Ulteriore possibile causa di erosione dentale (la quale però presenta delle differenze, che avremo modo di analizzare successivamente) è il bruxismo.

L’erosione dentaria può anche essere associata al vomito dovuto dagli effetti collaterali di alcune droghe e da modificazioni metaboliche ed ormonali (tra queste ricordiamo: la gravidanza, elevati livelli di stress e la ruminazione).

 

Oltre alle principali cause elencate poc’anzi è bene tenere a mente che ogni cibo che ingeriamo e ogni bevanda che consumiamo possiede uno specifico livello di acidità che, se troppo elevata, sarà in grado di erodere la superficie dei nostri denti.

 

In base alla tabella riusciamo a comprendere come più il valore del pH si abbassa più la sostanza sarà acida.

La prevenzione dell’erosione dentale e della sua progressione passerà necessariamente attraverso il cambio degli stili di vita e delle abitudini alimentari.

Per la cura del reflusso gastroesofageo, infatti, un ruolo primario è giocato dall’alimentazione. Esistono alcuni cibi e bevande (come ad esempio le sostanze alcoliche, il thè, il cioccolato, il caffè, il pomodoro, gli insaccati, gli snack, gli alimenti ricchi di coloranti e conservanti e gli alimenti molto grassi) che per loro composizione e natura favoriscono gli episodi di reflusso.

Oltre ad evitare l’assunzione di questo tipo di sostanze risulta anche importante prestare attenzione: al modo in cui si mangia, alla masticazione lenta, ad evitare le abbuffate ma fare diversi spuntini sani, ad evitare di sdraiarsi subito dopo aver mangiato e a svolgere attività fisica saranno le prime mosse per combattere tale problema e per mantenere in salute la nostra bocca ed il nostro corpo.

Attenzione alle bibite gassate…

Ricordiamo che bibite estremamente zuccherate e gassate possiedono un pH che si attesta ad un valore inferiore a 3 (quindi estremamente acido).

Dai vari studi emerge come l’assunzione abituale di bevande alcoliche, gassate, succhi di frutta e particolari tipi di frutta sia direttamente associata a fenomeni di erosione dentale. Per questo sarà importante anche educare i più piccini a non assumere quantità eccessive di tali bevande, ma preferire (soprattutto durante i pasti) il consumo di acqua naturale.

 

Ruolo dell’odontoiatra e collaborazione tra professionisti…

Come sempre sottolineiamo la collaborazione tra professionisti sarà una preziosa carta da giocare nella cura e nel mantenimento della propria salute.

In caso di erosione dentale e problemi di reflusso gastroesofageo il vostro odontoiatra giocherà un ruolo fondamentale: osservando il grado di erosione dentale sarà il primo professionista ad indirizzare il paziente ad approfondire il suo stato di salute recandosi dal gastroenterologo ed invitandolo a correggere le proprie abitudini alimentari. Quindi anche in questo caso la visita periodica di controllo dal vostro odontoiatra di fiducia potrà dimostrarsi fondamentale per scoprire la stretta correlazione tra erosione dentale e GERD.

Le statistiche indicano come molto spesso situazioni di reflusso gastroesofageo vengono diagnosticate a seguito dell’accertamento di erosioni dentarie, soprattutto evidenti sulle zone palatali di incisivi centrali e laterali (in quanto risultano essere maggiormente coinvolti nei fenomeni di erosione).

 

 

Prima di procedere comunque sui denti, sarà fondamentale rivolgersi ad un gastroenterologo per riuscire ad eliminare (o perlomeno ridurre il più possibile) il reflusso gastrico ed eliminare la risalita di succhi gastrici nella bocca.

L’odontoiatra, una volta valutato lo stato di erosione esistente, valuterà in che modo procedere.

Sicuramente l’approccio (a prescindere dalle prestazioni che si eseguiranno in base al caso concreto) sarà volto alla protezione e remineralizzazione dello smalto dentale per far sì che sia maggiormente resistente agli attacchi erosivi degli acidi.

 

Differenze tra erosione dentale e bruxismo…

 

Abbiamo avuto modo di spiegare che cosa si intende con erosione dentale, ma risulta importante anche chiarire come tale patologia non sia da confondere con un altro tipo di usura: il bruxismo.

Nessuna delle due risulta avere un’origine cariosa; l’erosione dentale ha un’origine legata all’attacco di sostanze acide, mentre l’usura legata al bruxismo è di tipo meccanico.

Ulteriore differenza è che il soggetto bruxista avrà superfici dentali occlusali piatte (dovuto al continuo ed irrazionale sfregamento dei denti), mentre chi soffre di erosione dentale mostrerà concavità più o meno accentuate. Ad occhio è facile riconoscere chi soffre di bruxismo: le superfici dei molari risulteranno essere appiattite e tendenzialmente presenteranno un’area di colore giallastro al centro, ossia la dentina esposta (in caso di soggetto non bruxista si noteranno invece solchi e cuspidi definite nei molari).

L’erosione dentale risulta essere causata dalla continua esposizione a sostanze acide e, ulteriore differenza tra le due è che l’erosione riguarda l’intero elemento dentale, coinvolgendo tutta la sua superficie, mentre in caso di bruxismo si limita alla zona interessata dal movimento meccanico (in esso viene coinvolta solo la parte occlusale del dente).

 

 

LO SAPEVI CHE?

 

  • Il consumo di bevande gassate è significativamente associato a malattia da reflusso gastroesofageo e di conseguenza all’erosione dentale.
  • Il reflusso gastroesofageo ha uguale prevalenza tra maschi e femmine e in Italia tale malattia colpisce una persona su tre.
  • Le persone con reflusso gastroesofageo silente (cioè asintomatico), risultano essere maggiormente esposte al rischio di sviluppare l’erosione dentale in quanto tale problematica non viene riconosciuta precocemente né dal paziente né dal medico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FONTE: Odontoiatria33

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