Gentili pazienti bentrovati…

Nel seguente articolo scopriremo insieme quali sono gli effetti di una scorretta assunzione di alcuni farmaci. Nello specifico capiremo quali effetti può avere l’abuso di antibiotici, ossia l’antibiotico-resistenza.

Risulta necessaria una breve introduzione per capire che cosa si intenda con antibiotici…

Gli antibiotici sono dei farmaci che vengono utilizzati per bloccare la crescita e/o eliminare determinati germi patogeni e batteri.

Gli antibiotici vengono utilizzati principalmente per trattare le infezioni batteriche e risultano essere i farmaci maggiormente prescritti.

Il problema che emerge parlando di antibiotici è che alcuni batteri sviluppano (o in modo naturale, acquisendolo nel tempo o per cause esterne) la capacità di difendersi, quindi sopravvivere nonostante gli antibiotici assunti e, addirittura, moltiplicarsi.

Tale fenomeno prende il nome di antibiotico-resistenza e rappresenta un importante problema per la salute pubblica (che si diffonde su scala mondiale), in quanto col passare degli anni ci saranno a disposizione di medici e veterinari un numero sempre minore di antibiotici in grado di curare le varie infezioni microbiche.

Il primo antibiotico (scoperto da Alexander Fleming verso la fine degli anni 20 del secolo scorso) fu la penicillina. Possiamo sostenere che la scoperta di questi farmaci rivoluzionò completamente la medicina, soprattutto per il fatto che divenne possibile trattare infezioni che fino a quel momento erano considerate letali.

 

Ad oggi esistono numerosi tipi di antibiotici, tra cui ricordiamo:

  • Penicilline
  • Tetracicline
  • Aminoglicosidici
  • Sulfamidici
  • Macrolidi
  • Cefalosporine
  • Fluorochinoloni

Ciascuna categoria di antibiotici agisce in modo specifico: la penicillina, per esempio, indebolisce la parete batterica fino ad eliminarla; mentre le tetracicline inibiscono la crescita dei batteri, senza “ucciderli”.

Proprio a causa di una molteplicità di antibiotici, ognuno con particolari caratteristiche, la scelta di un tipo piuttosto che un altro sarà affidata al medico specialista in questione e valutata in base al tipo di infezione presente e dal quadro clinico/anamnestico del paziente. Durante la terapia antibiotica è fondamentale la collaborazione del paziente, il quale dovrà seguire le istruzioni fornite per trattare in modo efficacie l’infezione ed evitare la comparsa della resistenza agli antibiotici.

Come e quando assumere gli antibiotici…

Gli antibiotici sono medicinali che devono essere assunti esclusivamente per contrastare malattie legate ad infezioni batteriche (risulta inutile la loro assunzione per curare infezioni virali come influenza, tosse, mal di gola o raffreddore).

Fondamentale è che vengano prescritti dal medico: egli, dopo aver valutato il caso concreto deciderà o meno se prescrivere una cura antibiotica, fornendo anche al paziente informazioni pratiche sulla durata, sul dosaggio e sulla tempistica della terapia.

E ‘fondamentale che il paziente rispetti le indicazioni fornite dal medico e che non ecceda/riduca/sospenda in modo autonomo l’assunzione del farmaco. Nel caso in cui il paziente assumesse un comportamento scorretto a riguardo, comporterebbe una riduzione dell’efficacia della terapia e aumenterebbe il rischio che i batteri sviluppino una resistenza all’azione di quello specifico antibiotico (rendendone quindi nulla l’azione). Tali medicinali possono essere acquistati in farmacia, ma solo presentando la ricetta medica.

Ricordiamo come gli antibiotici siano medicinali estremamente preziosi per la cura di malattie batteriche; per evitare il pericoloso fenomeno della resistenza-antibiotica è necessario che si utilizzino (e prescrivano) in modo responsabile e corretto. Il rischio di un uso indiscriminato porterà alla loro inutilità, riportandoci a situazioni (oggi superate) in cui le malattie infettive potevano causare situazioni irreparabili ed avere esiti fatali per chi ne soffriva.

Antibiotico-resistenza…

…cosa significa?

La resistenza agli antibiotici, o antibiotico-resistenza, consiste nella capacità di determinati batteri di sopravvivere, moltiplicarsi e, quindi, di proseguire a causare un’infezione, nonostante l’assunzione di farmaci.

Lo sviluppo di questa resistenza è un fenomeno che può avvenire in modo spontaneo in natura, ma l’uso indiscriminato o scorretto di antibiotici lo ha reso ancora più grave ed ha aumentato rapidamente la diffusione di tale fenomeno.

In assenza di terapie antibiotiche moltissime infezioni potrebbero rappresentare (come avveniva in passato) un rischio importante per la salute di ognuno di noi. Ad esempio una comune polmonite potrebbe letale per chi ne risulta affetto.

 

 

 

I batteri possono acquisire la resistenza ad uno o più antibiotico in vario modo, e le cause dell’antibiotico-resistenza sono:

 

  • Abuso di antibiotici sia in medicina umana che veterinaria (tale farmaco elimina sia i batteri patogeni, sia quelli appartenenti alla flora batterica locale, ma non quelli patogeni resistenti. Questi ultimi avranno quindi la possibilità di crescere e moltiplicarsi, non risultando sensibili all’azione degli antibiotici).
  • Utilizzo degli antibiotici in zootecnia e in agricoltura.
  • Diffusione di infezioni ospedaliere causate da microrganismi antibiotico-resistenti
  • Mutazione spontanea del materiale genetico batterico.
  • Diffusione dei ceppi resistenti tramite un aumento dei viaggi internazionali e dei flussi migratori
  • Trasmissione tra un batterio ed un altro.

 

… i batteri resistenti possono diffondersi attraverso:

 

  • Contatto diretto o indiretto di persone infettate da uno specifico ceppo batterico-resistente
  • Contaminazione attraverso l’assunzione di alcuni alimenti (i batteri resistenti possono essere contenuti in alcuni cibi ed il consumo di questi può favorirne la diffusione)
  • Trasmissione con animali (ad esempio attraverso il contatto stretto con un animale con batteri-resistenti)
  • Viaggi internazionali (in zone in cui la presenza di batteri resistenti è maggiore)
  • Ricoveri ospedalieri (in questi contesti la diffusione di infezioni è favorita dalla quantità di persone affette da malattie).

 

Problema dell’antibiotico-resistenza…

Ciò che abbiamo detto finora rappresenta un importante problema di sanità pubblica: in primis perché può riguardare ognuno di noi, e in secondo luogo perché gli antibiotici comunemente usati e prescritti dai medici stanno diventando sempre meno efficaci. Tutto ciò potrebbe avere effetti negativi sulla cura di determinate patologie (ritardando l’inizio del trattamento, causando complicanze, ecc.).

Se dovessimo perdere l’utilizzo di questi medicinali ci sarebbe una regressione all’era pre-antibiotica quando infezioni batteriche erano inevitabili e spesso potevano causare la morte del paziente. Moltissime prestazioni sanitarie (cure odontoiatriche, terapia intensiva, chemioterapia, trapianti di organi) porterebbero con sé il rischio (quasi la certezza) di comportare un’infezione batterica pericolosa.

Per comprendere concretamente questo problema è bene leggere i dati forniti dalla OMS: dalle statistiche fornite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, scopriamo che ogni anno in Europa muoiono circa 6 persone ogni 100, per via di un’infezione da un ceppo batterico resistente.

 Come affrontare tale problema?

L’antibiotico-resistenza, come accennavo, ha un importante impatto sulla collettività (e con tale termine non intendiamo solo la pluralità di uomini, ma anche animali e ambiente che ci circonda), in quanto rende estremamente difficile la cura di malattie infettive, aumentando il rischio di complicanze e di insuccessi. Ulteriore aspetto da sottolineare e da tenere a mente è che i batteri (tra cui rientrano anche quelli resistenti) non hanno barriere: non conoscendo confini sono in grado di assumere il peso di una minaccia globale!

Proprio per via dell’importanza di tale fenomeno sono stati posti in essere numerosissimi sistemi di sorveglianza (basati sulla raccolta dati di laboratorio) sia nazionali, sia internazionali e sono state emanate numerose raccomandazioni e proposte azioni volte a limitare questo problema. Per quanto riguarda l’Italia tale ruolo è stato affidato all’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ed altri sistemi di sorveglianza hanno identificato diverse strategie volte ad affrontare il problema dell’antibiotico-resistenza.

Vediamo le principali:

  • Aumentare la consapevolezza tramite campagne informative ed educative efficaci (volte sia agli operatori sanitari sia alla popolazione generale).
  • Uso prudente di antibiotici: interrompere l’uso eccessivo ed improprio di tali medicinali sarà la prima mossa per combattere tale fenomeno.
  • Monitorare e controllare l’utilizzo di antibiotici veterinari
  • Migliorare la prevenzione ed il controllo delle infezioni e limitare il più possibile la diffusione dei batteri resistenti. (Prima e più semplice azione da porre in essere sarà lavarsi accuratamente le mani, per evitare contaminazioni e trasmissioni di batteri da una persona all’altra).
  • Sostenere la ricerca e l’innovazione per promuovere anche lo sviluppo di nuovi antibiotici.

Per contrastare l’antibiotico-resistenza sarà necessario comprendere la responsabilità di ognuno di noi e utilizzarli in modo responsabile (assumendoli solo previa prescrizione medica, assunzione corretta che rispetti tempi e durata della terapia), quindi sarà necessario fare la propria parte per conservare l’efficacia degli antibiotici.

 

Antibiotico-resistenza ed odontoiatria…

Abbiamo avuto modo di comprendere come l’antibiotico-resistenza rappresenti un serio pericolo per la salute in generale, ma ha anche risvolti importanti nelle cure odontoiatriche.

Gli antibiotici possono essere prescritti dall’odontoiatra sia per fini terapeutici sia per profilassi. In quest’ultimo caso gli antibiotici vengono prescritti in relazione ad interventi di chirurgia orale che potrebbero comportare un’infiltrazione batterica all’interno del sangue. Per fini terapeutici si intende invece la loro assunzione volta a sopraffare la fase acuta di un’infezione.

Con l’occasione ricordiamo come gli antibiotici non siano utili in alcun modo per eliminare il dolore e non devono essere considerati un’alternativa alle terapie di eliminazione meccanica dei batteri, come lo spazzolamento profondo di denti e gengive o la detartrasi.

Proprio per questo la prescrizione di antibiotici deve essere ponderata ed effettuata solo se necessaria, evitando in ogni modo le terapie “Fai da te”.

Prendendo antibiotici senza controllo medico, con dosaggi non appropriati o riducendo i tempi di assunzione del farmaco si aumenterà notevolmente la possibilità di sviluppare antibiotico-resistenza.

Le resistenze agli antibiotici possono diventare un serio pericolo anche nelle cure odontoiatriche in quanto l’efficacia di alcune terapie per problemi parodontali potrebbero essere compromesse dall’antibiotico-resistenza.

Il risultato sarà che sempre più pazienti non risponderanno all’azione degli antibiotici e svilupperanno infezioni più difficili da trattare.

 

In base alle statistiche raccolte emerge, infatti, che alcuni germi responsabili dell’insorgenza della malattia parodontale hanno la tendenza a sviluppare resistenze antibiotiche. Questo aumenta la preoccupazione sull’uso indiscriminato di tali farmaci

 

Perché è fondamentale combattere l’antibiotico-resistenza?

Prima della scoperta e dell’utilizzo degli antibiotici era comune morire per infezioni batteriche, polmoniti ed interventi chirurgici. Se non si limita il fenomeno dell’antibiotico-resistenza il rischio è quello che si torni ad una situazione in cui procedure mediche comuni non sarebbero possibili e comporterebbero infezioni batteriche non più curabili.

L’antibiotico-resistenza risulta oggi essere uno dei maggiori problemi di sanità pubblica a livello globale: esso comporta notevoli implicazioni sia da un pdv clinico (si verifica, infatti, un aumento della durata della malattia, delle complicanze ad essa legate, aumento letalità) sia in termini economici (l’utilizzo di farmaci, di altre procedure e di maggiori degenze ospedaliere avrà un costo maggiore).

Mantenere l’efficacia di questi medicinali è una responsabilità comune ad ognuno di noi: pazienti, medici, farmacisti, personale sanitario, veterinari ed allevatori, agricoltori e persone comuni.

Ciò che sarà fondamentale è acquisire la consapevolezza che i trattamenti con antibiotici da un lato vengono utilizzati per debellare le infezioni generate da batteri, ma d’altro canto sono in grado di attivare negli stessi dei meccanismi di sopravvivenza. I batteri, infatti, risultano essere in grado di reagire alle molecole antibiotiche, modificandosi, adattandosi e sviluppando resistenze sempre maggiori e quindi più difficili da contrastare.

 

Situazione italiana…

 

Nonostante le molteplici campagne di sensibilizzazione, l’Italia è ancora oggi uno dei primi Paesi al mondo per prescrizione di antibiotici.

Dai rapporti emerge che nel 2018 in Italia le percentuali di resistenza alle principali classi di antibiotici si mantengono più alte rispetto alla media europea anche se, in generale, si è osservato un trend in calo rispetto agli anni precedenti.

Si è in presenza di una notevole variabilità regionale con scompensi (cioè valori più elevati di assunzione di antibiotici) al Sud e nelle Isole rispetto al Nord.

Il fatto che nei mesi freddi e durante i picchi di sindromi influenzali, vi sia un palese aumento del consumo di antibiotici dimostra la scarsa informazione della funzione di questo medicinale.

L’Italia, purtroppo, detiene il triste primato nel contesto europeo, della mortalità per antibiotico-resistenza:  dalle statistiche emerge che 33.000 dei decessi che avvengono in Europa ogni anno per infezioni causate da batteri resistenti agli antibiotici, circa 1/3 avviene in Italia.

 

Lo sapevi che…

Stando ai dati raccolti emerge come nei Paesi del Nord Europa sono riportate percentuali di antibiotico-resistenza minori rispetto ai Paesi del Sud ed Est Europa.

Alcuni antibiotici possono essere assunti per curare diverse infezioni, ma altri sono in grado di agire solo su specifici batteri.

L’effetto collaterale maggiormente correlato all’assunzione di questo medicinale è il mal di stomaco o la diarrea, nel caso in cui notaste tale correlazione fatelo immediatamente presente al medico professionista che vi ha prescritto l’antibiotico in questione.

Lo sapevi che spesso possono verificarsi allergie agli antibiotici? Soprattutto a seguito di assunzione di penicilline e cefalosporine possono insorgere conseguenze anche gravi accertati di non essere allergico, consultati col tuo medico!

Prestate anche molta attenzione al corretto utilizzo di antibiotici per i vostri animali da compagnia: utilizzateli solo previa prescrizione veterinaria e rispettate le prescrizioni decise dal professionista.

Conclusioni…

L’utilizzo corretto degli antibiotici è una responsabilità di ognuno di noi, verso sé stesso e verso la collettività. L’utilizzo responsabile ed appropriato permetterà a tutti di noi di avere sempre a disposizione farmaci efficaci per combattere e sconfiggere malattie batteriche.

 

L’antibiotico-resistenza è diventata un’emergenza di sanità pubblica.

La nostra filosofia ed il nostro approccio, il più naturale e meno invadente possibile, tiene a mente questo importante problema evitando di prescrivere l’assunzione di antibiotici e farmaci se non ove risulti necessario. Tutto ciò anche per rispettare l’equilibrio della flora e del microbiota orale.

 

 

 

 

 

Per qualunque informazione contattateci!

 

Fonte: gengive.org

 

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