La scienza della probiotica di cosa si occupa? Possiamo definirla come una branca della più ampia scienza microbiotica e, nello specifico, si occupa dello studio, condotto con metodo scientifico, dell’utilizzo di miscele batteriche formulate ad hoc e somministrate per prevenire e/o curare molte malattie.

Ulteriore uso di tali batteri (e quindi analizzato dalla scienza probiotica) è quello di terapia alternativa o complementare a quella farmacologica.

Lo studio dei batteri probiotici risulta così importante anche perché l’intestino svolge un ruolo primario nella formazione di numerose malattie, soprattutto in riferimento a quelle patologie connesse ad alterazioni della flora batterica intestinale.

Le malattie associate a tali alterazioni sono principalmente quelle autoimmuni ed in determinati casi, queste possono connettersi a quelle infiammatorie, conducendo ad un aumento del rischio di contrarre malattie cardiovascolari.

Patologie del cavo orale…nello specifico le afte…

Il termine afta ha origini antichissime (deriva dal greco ed era utilizzato col significato di pustola) e sta ad indicare una piccola e dolorosa ulcera che si forma all’interno della cavità orale a causa di una micro-lacerazione della mucosa. Tale patologia è molto diffusa, colpisce circa il 10% della popolazione generale, ed è molto comune anche tra i bambini.

Le cause di tale patologia , per il momento, non sono certe ma i diversi studi condotti in materia portano ad associarle ad un’alterazione (disbiosi) del microbiota collegato a disbiosi infiammatorie.

Certi atteggiamenti quotidiani aumentano il rischio di contrarre tale patologia, tra questi ricordiamo:

  • contatto della mucosa con oggetti sporchi ( es. “mordicchiare” una penna)
  • contatto labiale con animali (anche se domestici)
  • lo stress e la stanchezza fisico/mentale ( lo stato emotivo, come in quasi tutte le patologie, gioca un ruolo importante)
  • problemi ormonali ( e nella donna la presenza di mestruazioni)
  • ferite della mucosa (saranno maggiormente esposte al rischio di infezione batterica)
  • carenza di vitamina b12, di ferro e di acido folico.

La comparsa delle afte è spesso preceduta da un pizzicore/bruciore in un punto preciso della mucosa, dove in qualche giorno comparirà una sorta di “bolla” che precede lo sviluppo di una piccola ulcera aperta. Tali piccole ulcere si presentano soprattutto a livello della mucosa orale, della lingua e in casi rari sul palato o sulla gengiva.

Probiotici e yogurt.

La credenza che questi batteri si trovino nello yogurt è molto diffusa ma non è del tutto veritiera.

Fino ai primi del ‘900 i tipi di batteri utilizzati nella produzione dello yogurt erano molto più vari e non selezionati come avviene oggi. Il problema è che la qualità degli yogurt oggi presenti sul mercato è molto varia.

Per esigenze produttive e di rapidità, oggi lo yogurt si produce in poco più di mezz’ora a circa 45°C mentre ai probiotici occorrerebbero circa 8 ore a 37°C, per questo motivo sono sostituiti con lattobacilli. Questi ultimi sono termofili quindi divengono attivi ad un temperatura superiore ai 45° C, pertanto all’interno del corpo umano non arriveranno a questa temperatura, rimanendo “inattivi”.

Quindi lo yogurt è un buon alimento ma i suoi batteri ( o meglio quelli più diffusi sul mercato) non sono in grado di colonizzare l’apparato digerente.

Probiotici nella cura della salute orale.

A seguito di studi condotti in Germania è emerso il fatto che l’assunzione di probiotici conduca a benefici significativi nella cura di gengiviti e parodontiti.

Spesso ai probiotici viene associato il termine di “batteri tutto fare” per questo hanno un’enorme successo e diffusione. Risultano applicabili, per la loro versatilità, in varie cure e in più sono totalmente naturali.

Tra i diversi ceppi probiotici utilizzati negli studi clinici dal gruppo di ricerca di Berlino troviamo i lattobacilli .

I risultati sono stati soddisfacenti nel senso che è emerso un notevole abbassamento della carica batterica, un miglioramento notevole dell’indice gengivale e di sanguinamento, una palese riduzione delle tasche gengivali dimostrando un eclatante blocco nella progressione della malattia parodontale.

Quindi l’assunzione di tali batteri, pur non mostrando effetti diretti sulla formazione della carie, ha effetti notevoli sulla salute orale, in particolare nella cura di gengiviti e parodontiti.

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