A partire dagli anni ’70 del secolo scorso il laser ha iniziato ad essere utilizzato anche per la cura delle affezioni del cavo orale. Con le nuove scoperte scientifiche e le continue innovazioni tale strumento è andato sempre più diffondendosi.

Grazie alle sue caratteristiche di versatilità ed affidabilità esso ha trovato larga applicazione in ambito odontoiatrico ( in taluni casi anche in alternativa alla chirurgia convenzionale).

L’utilizzo del laser in campo medico è vastissimo: la sua tecnologia viene sfruttata per lo sviluppo della diagnostica per immagini e ancor di più nella realizzazione di prestazioni chirurgiche nei vari ambiti terapeutici.

Nel campo dell’odontoiatria vengono usati diversi tipi di laser in base all’uso specifico ed al tessuto su cui bisognerà operare ( ad esempio si userà una specifica lunghezza d’onda per operare su tessuti duri come denti ed osso ed una differente per parodontologia ed endodonzia).

COM’È FATTO UN LASER

 

 

 

 

A differenza delle comuni sorgenti di luce, il LASER è uno strumento speciale, che trova applicazione in molteplici campi, proprio grazie queste specifiche caratteristiche fisiche:

MONOCROMATICITÀ: una comune lampadina emette contemporaneamente molte lunghezze

d’onda, mentre caratteristica di un fascio di luce laser, è che oscilla alla stessa lunghezza d’onda, rendendolo quindi specifico per determinate applicazioni.

COERENZA: tutte le particelle di un fascio laser viaggiano con uguali oscillazioni spazio- temporali.

UNIDIREZIONALITÀ: tutte le particelle del fascio di luce emesso dal laser viaggiano in maniera sovrapposta verso un’unica direzione.

INTERAZIONE LASER-TESSUTO

Quando il laser colpisce un tessuto.

I tessuti biologici del nostro corpo interagisco con la luce del laser principalmente per ASSORBIMENTO dell’energia che determina la trasformazione in energia termica.

Nel cavo orale le sostanze che assorbono una o più specifiche lunghezze d’onda, sono l’acqua, smalto dentale (idrossiapatite),l’emoglobina e la melanina.

Essendo i tessuti composti da acqua al’80-90%, l’assorbimento della lunghezza d’onda del laser risulta molto efficace sul tessuto molle.

L’assorbimento del laser da parte dei tessuti dipende dunque da diversi fattori legati alla luce laser stessa:

la lunghezza d’onda

la modalità di emissione del laser (impulsi)

la durata dell’esposizione

la densità di potenza

E alle caratteristiche del tessuto:

grado di irrorazione sanguigna

grado di tensione del tessuto

presenza sostanze che assorbono le lunghezza d’onda

conduttività termica e ottica

LASER ED ODONTOIATRIA...

 

In questa prima parte analizzeremo solo alcune delle funzioni (e peculiarità) per cui si presta l’uso del laser, nei prossimi articoli andremo avanti ad analizzare le altre modalità di impiego.

Nello specifico analizziamo il laser nella

  • Devitalizzazione del dente (decontaminazione canalare)
  • Pulpectomia (incisione polpa)
  • Intervento di apicectomia

 

 

Decontaminazione canalare

Durante l’intervento di devitalizzazione di un elemento dentale si tratta l’infezione creatasi all’interno dei canali radicolari del dente.

Agendo nella parte interna del dente (polpa) saremo in grado di salvare l’elemento dentale.

L’obiettivo del trattamento endodontico consiste nel rimuovere completamente il tessuto infetto,

affinché il canale radicolare preparato sia il più possibile privo di batteri.

FUNZIONE DEL LASER IN QUESTA TERAPIA:

il laser, tramite la sua azione, svolgerà una funzione battericida e consentirà la guarigione dei tessuti interni in tempi brevi.

Incisione della polpa – Pulpectomia

La pulpectomia è un intervento da praticare nel caso in cui il tessuto pulpare sia compromesso in maniera irreversibile.

RUOLO DEL LASER NELLA PULPECTOMIA:

nel trattamento con il laser si eseguono la decontaminazione (eliminazione di tutti i batteri presenti) del canale per tutta la sua lunghezza,si evita/blocca il rischio di emorragia e si aumenta la durezza delle pareti canalari.

Il risultato è oggettivo: si riscontrano pareti canalari pulite, senza residui organici e

si ottiene un ottimo sigillo dopo l’otturazione canalare.

Apicectomia

Tale intervento si ritiene necessario nei casi in cui il canale del dente sia ostruito sia per causa naturale, sia artificiale (può ad esempio trattarsi di un perno non rimovibile o comunque di un impedimento che non consenta agli strumenti canalari di riuscire a raggiungere l’apice del dente).

In presenza di un granuloma dentale è necessario intervenire tramite l’intervento di apicectomia perché l’affezione non potrà andare incontro a guarigione né spontanea, né in seguito a terapia farmacologica.

L’intervento di apicectomia quindi si effettua per il trattamento delle complicanze di un dente con polpa necrotica( fase terminale della sequenza delle patologie della polpa), ascessi e granulomi, ma solo nel caso in cui il trattamento o il ritrattamento endodontico non sia praticabile.

Attraverso l’apicectomia sarà quindi possibile, tramite la rimozione chirurgica,curare l’apice radicolare di un dente e i circostanti tessuti molli affetti da condizioni patologiche.

 

 

USO DEL LASER NELL’INTERVENTO DI APICECTOMIA:

essendoci alla base un processo infettivo risulta quindi consigliabile utilizzare il laser per le sue proprietà battericide.

Il laser nelle diverse fasi di decontaminazione canalare.

 

Menu