Gentili pazienti,

nell’articolo di questa settimana scopriremo insieme l’universo di microrganismi che popola il nostro cavo orale.

Miliardi di microrganismi popolano il nostro corpo e gran parte si trovano proprio nella nostra bocca, la quale rappresenta per loro un ottimo habitat per via della condizione calda e umida che si presenta, ideale per la proliferazione batterica.

Tutto ciò non deve essere inteso come un problema, in quanto la loro presenza è assolutamente normale, ma è bene distinguere tra batteri utili per la nostra salute e altri dannosi.

 

Ricordiamo come all’interno della nostra bocca esistano oltre 500 specie batteriche, quindi in questa vasta totalità vi saranno un numero di batteri alleati della nostra saluta orale e una parte considerata “nemica” della stessa.

La presenza di questi batteri (passatemi il termine) “cattivi” è normale anche in una bocca sana, la differenza è l’equilibrio che si crea tra questi e quelli “buoni”, il quale permetterà di mantenere in salute denti e gengive.

 

Quindi possiamo sostenere come sia assolutamente normale la presenza di batteri nella nostra bocca e, anzi, come ognuno di noi abbia bisogno di alcuni di loro.

 

Dove si trovano questi batteri?

Tutti questi microrganismi di cui stiamo discutendo si espandono su ogni superficie orale: essi si trovano sulla nostra lingua, sulle guance, sulla superficie interna delle nostre labbra, sulle gengive, sui nostri denti…ovunque insomma!

Il fatto che questi batteri si trovino su un’area piuttosto che un’altra è legato alle varie sostanze e nutrienti presenti all’interno della nostra bocca: alcuni microrganismi saranno più propensi a crescere in alcune zone ed altri su specifiche superfici.

 

Come accennavo poc’anzi la nostra bocca contiene un piccolo mondo al suo interno, e il giusto bilanciamento tra batteri buoni e batteri “nemici” consente di mantenere in equilibrio il microbiota orale.

 

Ogni intervento importante nella nostra bocca o sui nostri denti e la presenza di apparecchi ortodontici o protesici, può diventare motivo di squilibrio del nostro regolare microbiota orale. Anche l’alimentazione e lo stile di vita giocano un ruolo fondamentale: cibi ricchi di zucchero, bevande acide e/o gasate, abitudini viziate quali il fumo o l’abuso di sostanze alcoliche possono avere un forte impatto, andando a modificare l’ambiente orale rendendo più facile lo squilibrio tra batteri buoni e batteri cattivi.

 

Come comportarsi rispetto a questo universo di batteri che fa parte di noi?

Sicuramente mantenere una buona igiene orale sarà importante, ma ciò che è fondamentale è non limitarsi a contrastare ogni batterio senza distinzioni, ma occuparsi del mantenimento di un ambiente orale sano in naturale equilibrio, favorendo quindi la proliferazione dei batteri sani e mantenendo sotto controllo quelli “nemici” della nostra salute orale.

BIOFILM.

 

 

Parlando di microrganismi è necessario occuparsi nello specifico del Biofilm, ossia di uno specifico aggregato di microrganismi che forma una sottile pellicola aderente alle superfici.

Tale pellicola è presente negli ambienti più diversi: possiamo trovarla in natura (ad esempio sulle rocce o sul fondale di laghi e fiumi), nella nostra quotidianità (ad esempio sulle superfici dei lavandini delle nostre abitazioni), sui nostri denti, ecc.

Ma mentre la sua azione, ad esempio, sui sassi di un torrente avrà come effetto il rendere scivolosa la superficie di questi; il film microbico non rimosso dai nostri denti potrà causare seri problemi.

Tali comunità di microrganismi permettono ad un maggiore numero di cellule batteriche la sopravvivenza rispetto alle cellule singole e risulta estremamente importante studiarle sia per combattere le infezioni sia per quanto riguarda il discorso sull’antibiotico-resistenza (essendo tali batteri in grado di incrementare la resistenza agli antibiotici).

 

Il biofilm è si presenta come un agglomerato di microrganismi che si circondano di una macromolecola complessa formata da proteine, polisaccaridi e materiale genetico.

 

I vari studi e le ricerche condotte in materia hanno messo in luce come numerose specie microbiche, soprattutto batteriche, hanno la tendenza ad organizzarsi e strutturarsi come biofilm, proprio per aumentare la propria resistenza agli agenti antibatterici e garantirsi in questo modo una sopravvivenza maggiore.

Ma vediamo le conseguenza del film microbico in ambito odontoiatrico…

 

Il biofilm gioca un ruolo fondamentale in due delle principali patologie di competenza odontoiatrica. Proprio per questo risulta necessario comprenderne al meglio la struttura e la biologia per essere in grado di conoscere i processi di causa ed i meccanismi di azione di specifiche patologie, come ad esempio la patologia cariosa e la malattia parodontale.

Partiamo da quest’ultima…

Analizzando il ruolo del biofilm nella genesi della malattia parodontale (partendo dall’insorgenza della gengivite) anni fa era diffusa la convinzione che tutto fosse legato alla risposta del soggetto coinvolto alla semplice presenza del biofilm. Tale posizione però si è rivelata, nel tempo, eccessivamente semplicistica in quanto non sarebbe in grado di prendere in considerazione le diverse popolazioni batteriche (per via della differenza tra gli ambienti sopra o sotto-gengivali, infatti sarà certo trovare diversi batteri in diverse zone della nostra bocca) né si è dimostrata adatta a comprendere le differenze tra placca e biofilm che si forma sulla superficie del dente naturale rispetto a quella che si forma su superfici artificiali.

Placca dentale…

Essa rappresenta un classico esempio di biofilm presente nella nostra cavità orale.

Cerchiamo di rendere più semplice il suo processo di formazione dividendolo in fasi:

  1. La superficie del dente viene continuamente posta a contatto con varie sostanze, molecole e microrganismi, alcuni dei quali possono essere “assorbiti” da questa e formare questa sottile pellicola. Alcuni batteri aderiscono attraverso le fimbrie (con tale nome si indicano gli organi di “ancoraggio” di alcuni batteri, responsabili della loro adesione alle strutture esterne delle cellule dell’organismo ospite) mentre altri batteri hanno bisogno di una prolungata esposizione per attaccarsi saldamente alla superficie in questione.
  2. Una volta adesi alla superficie, i batteri possono trovarsi in uno stato di inattività, oppure porre in essere un’attività replicativa o secernere nuove componenti di membrana e/o replicarsi aumentando il volume del film microbico e favorendo maggiormente l’adesione.
  3. Infine gli strati più profondi della pellicola si troveranno in una situazione di anaerobiosi (quindi di assenza di ossigeno libero) e saranno in grado di produrre specifiche sostanze in grado di attaccare il parodonto (tessuto di sostegno del dente).

Risulta quindi di facile comprensione come questa specifica situazione e questa particolare struttura della placca dentale sia, almeno parzialmente, in grado di difendersi, risultando fondamentale lo spazzolamento quotidiano e la detersione dei denti.

 

Risulta opportuno fare una distinzione però:

come accennavo, la presenza di microrganismi è normale e riguarda la bocca di chiunque e alcuni batteri sono molto importanti per la nostra salute.

Nel giro di poche ore, i denti lavati verranno ricoperti da una sottile pellicola di biofilm (formata da componenti di saliva, proteine ed altre molecole). Tale strato ultrasottile risulta praticamente priva di batteri e semplice da rimuovere.

Ed è proprio in questa fase iniziale che il biofilm risulta essere un prezioso alleato della nostra salute orale in quanto sarà in grado di proteggere i nostri denti sia dagli attacchi delle sostanze acide ingerite sia dal pericolo di abrasione dentale (legato sia all’alimentazione sia al processo meccanico di masticazione).

 

Col tempo, però, batteri e microrganismi inizieranno a depositarsi e moltiplicarsi su questo rivestimento, dando vita al primo stato di placca che dovrà essere adeguatamente rimosso per evitare che distrugga la struttura stratificata dello smalto dentale.

Se non correttamente rimossa la placca diventerà “strutturata” ed i batteri presenti saranno in grado di formare una colonia in cui saranno in grado di svilupparsi, moltiplicarsi e rafforzeranno il deposito di altri microrganismi, compromettendo lo stato di salute del nostro cavo orale.

Questa placca strutturata avrà al suo interno numerosi microrganismi, la crescita dei quali verrà agevolata da un elevato consumo di zuccheri e carboidrati.

Infatti i microrganismi e batteri della placca batterica sono in grado di metabolizzare lo zucchero rilasciando sostanze acide, le quali a loro volta attaccheranno lo smalto dentale. Risultato di questo processo microbico sarà l’erosione dello smalto dentale fino ad arrivare all’insorgenza di carie!

 

Oltre a questo risultato negativo se ne avranno altri: i microrganismi metabolici secerneranno anche altri prodotti metabolici in grado di irritare il nostro sistema immunitario e responsabili di infiammazioni gengivali (gengivite).

Se questa patologia non verrà correttamente trattata potrà degenerare in quella che conosciamo come malattia parodontale, in grado di distruggere il tessuto connettivo dei nostri denti.

Ulteriore risvolto negativo della presenza di placca dentaria sarà l’alitosi, in quanto i batteri presenti nella placca dentale produrranno composti solforati in grado di emettere cattivo odore.

 

 

 

L’unico mezzo per contrastare la formazione e la proliferazione della colonia batterica è l’igiene orale.

Lo spazzolino da denti, il filo interdentale e gli scovolini sono i principali alleati della nostra salute orale!

Essi possono non solo rimuovere la placca di nuova formazione, ma anche asportare parte della vecchia placca strutturata o, perlomeno, disorganizzarne la struttura patogenica.

L’igiene orale (quotidiana e professionale) e le detartrasi periodiche saranno in grado di destabilizzare e compromettere il sistema batterico strutturato, contrastando l’evoluzione di patologie parodontali e cariogene.

 

Al prossimo articolo!

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