Binomio osas bruxismo.

Curiosità

Gentili pazienti bentrovati.

La scorsa settimana abbiamo parlato delle apnee ostruttive del sonno (OSAS). Molto spesso tale problema risulta associato ad un altro disturbo: il bruxismo. Con tale termine viene indicato l’atto involontario di stringere e/o digrignare i denti (soprattutto durante il sonno), un fenomeno estremamente diffuso. I recenti studi hanno dimostrato come tra questi due disturbi vi sia una correlazione: oltre il 30% dei soggetti che soffrono di apnee notturne soffrono, in concomitanza, anche di bruxismo.

Cos’è il bruxismo.

Esso è un fenomeno causato dalla contrazione involontaria dei muscoli masticatori che si manifesta maggiormente durante le ore di sonno. Chi ne soffre effettua uno sfregamento associato ad un serramento degli elementi dentali delle due arcate (superiore ed inferiore). Il bruxismo, oltre al digrignamento, può manifestarsi anche in forma statica: come serramento dentale. Molto spesso il paziente bruxista non se ne rende conto (dormendo quando si verifica) ma viene allertato da chi gli sta vicino che avverte rumore durante la notte o dall’odontoiatria durante le visite di controllo (notando una usura eccessiva della superficie occlusale o dalla presenza di abfrazioni sulle superfici dentali, cioè di lesioni orali che comportano la perdita di tessuto dentario a livello gengivale). Il bruxismo è considerato una parafunzione: cioè un insieme di attività muscolatorie volontarie, attivate attraverso meccanismi fisiologicamente normali, ma che non mostra obiettivi funzionali. Seppur normali, quando tali comportamenti si ripetono cronicamente risultano potenzialmente dannosi.

Cause del bruxismo…

L’insorgenza di tale disturbo può essere legata a diversi fattori, che concorrono l’uno con l’altro.

Tra questi ricordiamo:

  • Ansia
  • Stress
  • Disagi emotivi e psicologici
  • Disturbi del sonno
  • Malocclusioni dentali (dovute ad un disallineamento degli elementi dentali nelle arcate)
  • Assunzione eccessiva di alcol, caffeina, fumo
  • Assunzione di determinati farmaci (come alcuni antidepressivi)
  • Malattie neurodegenerative (che comportano risposte muscolari alterate)
  • Predisposizione genetica
  • Nei bambini le cause scatenanti potrebbero essere ulteriori, come ad esempio otiti, infiammazioni dell’orecchio ed eruzione degli elementi dentali definitivi.

Sintomi e conseguenze del bruxismo.

Le principali conseguenze di tale parafunzione si manifestano attraverso:

  • Problemi all’ATM (articolazione temporo-mandibolare)
  • Dolore mandibolare
  • Indolenzimento dei muscoli masticatori
  • Cefalee
  • Xerostomia o iper salivazione
  • Danni agli elementi dentali (usure, abfrazioni dovute alle continue sollecitazioni ricevute, rischio di fratture radicolari, rottura di manufatti protesici orali o di otturazioni)
  • Sensibilità dentale (nel caso in cui la lesione sei così profonda da causare l’esposizione della dentina)
  • Sonno disturbato e sensazione di forte stanchezza al risveglio.

Diagnosi.

Come accennavamo, spesso chi soffre di bruxismo difficilmente può rendersi conto da solo della presenza di tale disturbo. Molto spesso sono i propri conviventi ad accorgersi della presenza di tale parafunzione o, nel caso in cui il digrignamento non avvenga in maniera rumorosa, il più delle volte la diagnosi viene effettuata a seguito di una visita odontoiatrica. L’attenta visita effettuata dall’odontoiatra potrà far emergere condizioni tipiche del problema, come ad esempio l’abrasione dentale, l’usura delle superfici dentali ed i disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare dovuti al bruxismo. Le diverse alterazioni dentali possono quindi fungere da campanello d’allarme per approfondire la situazione ed effettuare una diagnosi del problema. Tra i vari esami diagnostici potrà essere utile effettuare una radiografia ( ortopantomografica ) da cui potranno evidenziarsi eventuali malocclusioni o malformazioni a livello mandibolare. Il bruxismo notturno, dura pochi secondi, ma può ripetersi più volte durante il sonno rendendolo estremamente disturbato. Per effettuare la diagnosi di bruxismo del sonno si utilizzano come criteri diagnostici la regolare presenza di rumori di digrignamento dei denti durante la notte associato alla comparsa dei disturbi orali elencati sopra. Per poter concludere la diagnosi in modo preciso sarà poi necessaria la polisonnogafia completa (il medesimo esame necessario in caso di OSAS) con cui vengono registrate le attività muscolari dei masseteri durante le ore di sonno.

Piano terapeutico…

Una volta diagnosticata la presenza di bruxismo si valuterà il rimedio più adatto per ridurre le conseguenze di tale disturbo e risolverlo. Eliminarlo completamente non è sempre semplice, in quanto anche la sfera psicologica ne influenza notevolmente l’evoluzione.

A livello odontoiatrico i trattamenti principali sono:

  • Terapia ortodontica (nel caso in cui il disturbo risulti legato ad una malocclusione dentale)
  • Utilizzo di bite notturno o placca di svincolo (una particolare mascherina indossata di notte che impedisce il contatto tra i denti, preservando i denti dall’usura e riducendo il sovraccarico dei muscoli e dell’articolazione).

Nel trattamento del bruxismo dovranno tenersi in considerazione molteplici fattori che possono aver contribuito alla sua insorgenza, adottando quello che può essere definito come un approccio multidisciplinare per la sua risoluzione. In generale, sarà consigliato imparare tecniche di rilassamento, cercare di ridurre il più possibile lo stress e risolvere i possibili disturbi del sonno esistenti per favorire il corretto riposo.

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Conclusioni…

Da quanto detto risulta evidente che esiste una comorbidità fra apnee ostruttive del sonno e bruxismo del sonno. Tali disturbi oltre a presentare un’alta incidenza nella popolazione, rappresentano anche un fattore di rischio importante per la salute generale dei soggetti che ne sono affetti. Esistono infatti note e numerose correlazioni fra le OSAS e le malattie cardiovascolari e metaboliche, ma anche sugli effetti negativi sulle funzioni cognitive, sull’attenzione e sugli attacchi di sonno diurno. Anche il bruxismo del sonno rappresenta un disturbo che può incidere (oltre che sulla salute orale) sul benessere di chi ne soffre e peggiorare la qualità del sonno (e causare conseguenze come un’eccessiva sonnolenza diurna). Effettuare una diagnosi corretta e tempestiva sarà importante per poter identificare le possibili correlazioni con i disturbi del sonno e porre in essere il relativo approccio multidisciplinare. L’odontoiatra gioca un ruolo cruciale per entrambi i problemi, in quanto è il primo specialista in grado di riconoscere questo problema attraverso un’attenta visita. Il bruxismo, oltre a causare il deterioramento degli elementi dentali, può riflettere le sue conseguenze negative su tutto l’organismo. In molti casi risulta infatti collegato ad altri disturbi, proprio come accade per le OSAS, e ne può influenzare il decorso.

Se hai il dubbio di soffrire di questa parafunzione (perché il tuo partner ti ha riferito di sentire rumori durante la notte o se ti svegli spesso con i muscoli mandibolari contratti o con l’articolazione affaticata o con forti mal di testa) o se è trascorso un po’ di tempo dall’ultimo controllo…contattaci e prenota subito la tua visita!

Lo sapevi che?

Tra i vari disturbi del sonno, di cui l’odontoiatra potrà rilevarne l’esistenza, figurano anche la xerostomia e l’ipersalivazione. Nel primo caso si verifica una sensazione di “bocca secca”, che porta il paziente a doversi svegliare spesso durante la notte per bere. Tale condizione mostra conseguenze negative sulla salute orale, come ad esempio aumento d’insorgenza carie, maggior accumulo di placca batterica e conseguenti irritazioni gengivali. Nel caso di ipersalivazione notturna, invece, la situazione è opposta alla precedente: l’aumento di salivazione durante la notte può portare addirittura a far bagnare il cuscino di saliva! Essa risulta associata ad una ridotta frequenza di deglutizione durante il sonno, con episodi di aspirazione di saliva seguiti quindi da tosse e risvegli improvvisi.