Apicectomia

 

Gentili pazienti, rieccoci!

Questa settimana l’argomento del nostro articolo sarà un po’ più “tecnico”. Si parlerà infatti di un particolare intervento di chirurgia orale: l’apicectomia.

Tale intervento consiste fondamentalmente nella rimozione all’apice della radice dentale.

 

Prima di affrontare il tema spieghiamo alcuni termini chiave che verranno utilizzati nel nostro articolo riguardanti l’operazione di apicectomia.

 

Granuloma dentale: con tale termine viene indicata l’infiammazione cronica dell’apice radicale di un dente
Radice dentale: parte del dente collocata all’interno l’osso alveolare. Essa contiene la parte vitale del dente, cioè la polpa dentale.
Apice di una radice: sezione apicale attraverso la quale nervi e vasi sanguigni accedono al dente
Canale radicolare: il condotto situato all’interno della radice dentale all’interno del quale si trovano le fibre nervose ed i vasi sanguigni.

 

Quando è necessario procedere con l’intervento di apicectomia

Tale pratica si rende necessaria quando si manifesta un’infezione batterica a livello dell’apice della radice (detto anche granuloma apicale)e nel caso in cui il ritrattamento del canale in questione non fosse sufficiente.

 

Tale intervento rappresenta un vero e proprio tentativo di salvare un elemento dentale che altrimenti risulterebbe perso, in quanto sarebbe necessaria ed inevitabile l’estrazione.

 

Nello specifico, un elemento dentale malato dovrà essere curato attraverso l’apicectomia e non potrà essere devitalizzato nei seguenti casi:

 

  • Il dente in questione è già stato devitalizzato e non può essere sottoposto a ritrattamento canalare
  • Il canale radicolare del dente danneggiato è ostruito da un perno che non può essere rimosso senza comprometterne ulteriormente lo stato di salute
  • Presenza di una corona protesica sull’elemento dentale in cui si è manifestato il granuloma
  • Canale radicolare molto ricurvo, tortuoso e/o decalcificato con conseguente impossibilità di raggiungere il canale radicolare con gli strumenti endodontici normalmente utilizzati durante una devitalizzazione.

 

L’unica alternativa alla devitalizzazione per la cura dei granulomi (o in generale in caso di infezione apicale) è dunque l’apicectomia.

Solo nei casi estremamente gravi, in cui il dente infetto non possa esser curato né con l’apicectomia né tantomeno con la devitalizzazione, si procederà con l’estrazione dentale, in quanto sarà l’unica soluzione possibile.

 

Casi specifichi in cui l’apicectomia risulta essere necessaria:

 

  • Ascesso
  • Cisti dentali
  • Traumi gravi alla radice del dente
  • Granulomi (esso consiste in un’infiammazione cronica dell’apice radicale del dente,cioè la parte più vicina alla mascella o alla mandibola, causata da un’infezione batterica che si manifesta a livello della radice dentale. Tale infezione migrerà nei tessuti circostanti, creando danni all’osso in cui è situata la radice)
  • Perforazione/ rottura della radice.

 

 

Come si esegue l’intervento di apicectomia radicolare.

 

Tale pratica di chirurgia endodontica prevede due passaggi fondamentali volti a:

 

  1. rimuovere la parte apicale della radice gravemente compromessa dall’infezione batterica
  2. Riempire e sigillare accuratamente la cavità radicolare restante con materiale biocompatibile.

Attraverso tali passaggi sarà possibile arrestare la proliferazione batterica e salvare l’elemento dentale (che altrimenti sarebbe dovuto essere estratto).

 

Nello specifico le varie fasi dell’intervento di apicectomia posso essere così riassunte:

 

  • Anestesia locale
  • Incisione gengivale per esporre la radice dentale affetta da granuloma o ove presente l’ascesso
  • Rimozione accurata del tessuto infetto e pulizia della zona apicale (per evitare il rischio di recidive) con appositi strumenti chirurgici
  • Rimozione dell’apice radicale (osteotomia e resezione apicale)
  • Otturazione retrograda e sigillatura del canale radicale con materiale biocompatibile (in questo modo i batteri non avranno più modo di accedere al canale)
  • Riposizionamento dei lembi gengivali e sutura.

 

 

Pre e post chirurgia.

 

Partiamo dal fatto che, pur trattandosi di un intervento chirurgico di routine e privo di particolari complessità, l’apicectomia richiede comunque il rispetto di determinate accortezze ed indicazioni, sia durante la fase operativa, sia durante il post chirurgia, così da assicurarne la corretta riuscita e per eliminare il rischio di infezioni post intervento.

Essendo un intervento chirurgico invasivo, l’apicectomia può creare dei piccoli fastidi e dolori nei giorni successivi all’operazione. Tra i sintomi più comuni possono verificarsi: dolore e gonfiore, sensibilità dentale e gengivale nella zona interessata dall’operazione, fastidio durante la masticazione e leggero sanguinamento.

Tutto ciò dovrebbe risolversi spontaneamente e migliorare nei giorni successivi all’operazione.

Nel caso in cui l’operazione di apicectomia, nonostante la corretta esecuzione, non risultasse risolutiva l’unica opzione possibile risulterà essere l’estrazione del dente.

Nella maggior parte dei casi un intervento di apicectomia perfettamente eseguita garantirà una soluzione risolutiva e permanente.

Vediamo nello specifico cosa fare prima e dopo l’operazione…

 

Prima di sottoporsi all’intervento di apicectomia, il paziente avrà effettuato tutti i controlli del caso attraverso una visita specialistica col proprio odontoiatra di fiducia. Tramite la suddetta visita, la quale prevederà sicuramente una radiografia, lo specialista potrà effettuare la diagnosi del caso, stabilendo se sia necessario o meno procedere con l’intervento in questione.

In questa occasione verranno illustrati al paziente i vari step dell’operazione spiegandogli in cosa consista la procedura operatoria dell’apicectomia .

Nei giorni che precedono l’intervento il paziente dovrà evitare di fumare e prestare la massima attenzione all’igiene orale quotidiana (per ridurre il più possibile la carica batterica (utilizzando, ove consigliati, collutori e/o dentifrici disinfettanti).

Nella fase successiva all’intervento è fondamentale la collaborazione del paziente nell’adottare alcune accortezze per facilitare la guarigione ed il recupero, evitando l’insorgenza di complicanze secondarie.

In particolare, potranno essere consigliati alcuni metodi per ridurre il dolore, il gonfiore, l’infiammazione e gli altri possibili sintomi associati all’intervento (e che compaiono quando termina l’effetto dell’anestesia).

Prima di tutto verrà consigliata l’applicazione di ghiaccio sulla guancia all’altezza del sito in cui si è effettuata l’apicectomia (per ridurre significativamente il gonfiore post-operatorio). Il vostro odontoiatra di fiducia potrà anche suggerire e/o prescrivere alcuni farmaci antidolorifici o antinfiammatori (da assumere all’occorrenza nei giorni successivi all’operazione) e, in via precauzionale, potrà anche essere prescritto un antibiotico (per evitare e prevenire il rischio dell’insorgenza di un’infezione).

Una volta terminata l’operazione verrà anche consigliato di non sollevare il labbro in prossimità della zona in cui è stato eseguito l’intervento, per evitare di danneggiare i punti di sutura o lesionare i lembi gengivali riposizionati durante l’intervento.

Ulteriori accortezze riguardano l’alimentazione: al paziente verrà consigliato di evitare cibi caldi o eccessivamente duri, preferendo il consumo di cibi morbidi e tiepidi, come ad esempio: zuppe, frullati, purè, budini, cibi bolliti ecc.

Verrà inoltre consigliato di stare il più possibile a riposo nei giorni successivi all’intervento (evitando anche la pratica di sport eccessivamente faticosi).

In ultimo, ma non per importanza, verranno indicate alcune raccomandazioni attinenti l’igiene orale. Il paziente dovrà effettuare, a partire da qualche giorno prima dell’intervento, regolari sciacqui con un collutorio disinfettante apposito (contenente un principio attivo come la clorexidina allo 0,20%).

Lavare i denti sarà fondamentale per scongiurare l’insorgenza di infezioni e la proliferazione batterica, ma dovrà essere effettuato in modo delicato, possibilmente utilizzando uno spazzolino con setole morbide e non esercitando una pressione eccessiva, specialmente dove sono presenti i punti di sutura.

 

Dopo circa sei mesi dall’apicectomia, il consiglio degli esperti è quello di sottoporsi ad un controllo , in cui verrà eseguita una radiografia, per controllare la corretta riuscita dell’intervento dentale effettuato sul lungo periodo. Nel caso in cui, anche dopo che siano passati mesi dall’intervento, le condizioni del dente che ha subìto l’apicectomia risultino ottimali dal pdv conservativo, le possibilità che il granuloma possa riformarsi (e quindi il rischio di recidiva) sono praticamente nulle.

 

Lo sapevi che?

Una domanda molto diffusa è: su quali denti si può eseguire l’apicectomia?

Tale intervento può essere eseguita sia sui denti frontali, sia sui molari. Nel primo caso (quando è eseguita su incisivi o canini) l’intervento sarà più semplice, in quanto è presente un solo un canale radicolare; ciò non esclude che si possa comunque effettuare anche sui molari ad eccezione: delle radici palatine molari superiori (per la presenza dell’arteria palatina), nei secondi molari inferiori (in quanto la corticale ossea è troppo spessa), e, in generale, evitare i punti in cui siano presenti strutture nobili (come vasi arteriosi, formi, ecc.)

Nel caso in cui si trattasse di un dente del giudizio , invece, è consigliata l’estrazione dell’elemento in questione.

 

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