La gnatologia è un ramo dell’odontoiatria che si occupa di studiare e curare l’apparato masticatorio. Tale apparato è caratterizzato da diversi aspetti anatomico-funzionali ed esiste uno stretto rapporto tra il corretto contatto tra le due arcate dentali, i muscoli mandibolari e le ossa cranio-mandibolari.

Nello specifico questa materia si occupa proprio di studiare e ripristinare il corretto equilibrio tra questi aspetti e cercando di risolvere la sintomatologia che ne deriva. L’obiettivo comune degli studiosi di gnatologia è l’individuazione del corretto rapporto cranio-mandibolare, il suo mantenimento e il suo ripristino.

L’articolazione temporo-mandibolare ha una particolare importanza nella masticazione in quanto avviene grazie al suo costante movimento.

 

 

L’ATM (Articolazione Temporo Mandibolare) è un’articolazione costituita da due capi articolari (la cavità glenoidea nella parte superiore ed il condilo mandibolare in quella inferiore) tra cui è frapposto il disco/menisco articolare.

Ogni movimento della mandibola coinvolge entrambi i capi articolari e vari muscoli.

L’articolazione temporo-mandibolare può compiere quattro tipi di movimento:

  • apertura/chiusura
  • protrusione (spostamento della mandibola in avanti)
  • retrusione (mandibola che indietreggia)
  • lateralità (spostamento mandibolare a destra/sinistra).

Molto spesso si verificano delle anomalie nel funzionamento di tale apparato che possono condurre a disturbi cranio-mandibolari, i quali richiedono l’intervento dello specialista.

 

I disturbi/disfunzioni cranio-mandibolari rientrano in una categoria di diversi problemi clinici che possono riguardare diverse componenti anatomiche: l’ATM, le strutture ad essa associate e la muscolatura (legata ad esempio ad una iperattività funzionale)

Analizziamo le possibile cause di tale disturbo

Innanzitutto si tratta di una patologia multifattoriale che può essere legata a diverse cause:

  • Digrignamento o serramento dei denti ( come avviene in caso di bruxismo), tali condizioni, a causa della forte intensità, portano ad un affaticamento muscolare e alla comparsa di dolore
  • Malocclusioni dentali: se nella fase di chiusura della bocca non si ha un contatto corretto dei denti questo può essere un fattore scatenante dei disturbi cranio-mandibolari
  • Fattori psico-emotivi: un periodo di forte stress e in generale la vita emotiva del paziente può incidere sulla comparsa/peggioramento di questo disturbo.
  • Postura: la colonna vertebrale unisce la zona cefalica con quella podalica, una scorretta/alterata postura può influenzare il sistema cefalico e di conseguenza condurre all’insorgenza di disturbi cranio-mandibolari
  • Tra le altre cause ritroviamo: anomalie di sviluppo ( es. displasie) e fratture ossee che interessino la zona mandibolare.

Fondamentale è che l’esperto effettui una diagnosi corretta e che possa impostare un altrettanto corretta terapia.

Occupiamoci ora dei sintomi di tale patologia

In determinati casi può essere del tutto asintomatica o collegata a sintomi di altro genere. Tra i sintomi più comuni vi è quello del dolore ai muscoli masticatori e/o dell’articolazione stessa che in taluni casi può essere percepito fino al collo e alle spalle.

Altri possibili sintomi sono:

  • blocco della mandibola ( locking ) che comporta notevoli limitazioni di movimento
  • suoni articolari durante movimenti di apertura/chiusura
  • cefalee, dolori che si irradiano fino alle orecchie ( spesso capita che problemi di vertigini e di udito possano essere legati a disordini dell’ATM)


Per ciò che riguarda la diagnosi, il primo step è l’esame clinico: si dovrà prendere in considerazione sia il volto del paziente, sia il cavo orale, sia la postura, ponendo particolare attenzione all’allineamento/simmetria corporea.

In secondo luogo si dovrà eseguire una valutazione dell’apertura massima della bocca e dei vari movimenti mandibolari.

Attraverso la palpazione sarà possibile comprendere se il disturbo in questione sia legato all’articolazione o sia invece connesso a problemi di natura muscolare. A seguito di questa iniziale diagnosi si potranno anche evidenziare e prendere in considerazione i rumori prodotti dall’ATM.

Solitamente si possono avere due tipi di rumore:

  1. Click (o schiocco) : rumore netto, nella maggior parte dei casi è indice di dislocazione condilo-meniscale.
  2. Sfregamento ( o il suono della sabbia bagnata) : rumore di bassa tonalità, presente durante tutto il movimento mandibolare, nella maggior parte dei casi è indice di uno stato degenerativo della zona articolare ( artrosi).

Infine per concludere il percorso diagnostico si può effettuare un esame radiografico, in particolare l’ortopantomografia (panoramica) : tramite tale esame si potranno valutare alterazioni ossee e la possibile deformità dei condili.

Una volta effettuata la diagnosi, viene definita la terapia idonea al paziente.

L’orientamento terapeutico può differenziarsi in:

  • terapia farmacologica che può consistere sia di tipo analgesico ( attraverso farmaci che allevino il dolore) sia in prescrizioni di farmaci che agiscano sulla muscolatura favorendone il rilassamento.
  • Terapia attraverso dispositivi : Bite, apparecchio atto a stabilizzare l’arcata e che posizioni la mandibola in una posizione maggiormente avanzata ( ove i click normalmente presenti spariscono) 
  • Terapie che consentano la riabilitazione occlusale. Tali sono, ad esempio, i percorsi di cure ortodontiche
  • Terapie manuali, utili e adatte in situazioni di locking (blocco) abbinate in determinati casi a fisioterapie della muscolatura masticatoria

Spesso capita che in caso di disturbi all’ATM si creino casi di interesse multidisciplinare e che quindi sia necessaria la consulenza e l’intervento di diversi specialisti (es. otorinolaringoiatra, ortopedico nel caso in cui si presentino alterazioni a livello di colonna vertebrale,ecc) .

Dai numerosi studi effettuati in materia è emerso che ci sia una stretta correlazione tra i disturbi all’ATM e la postura. Una tra le prime conseguenze di un malfunzionamento dell’articolazione temporo-mandibolare che si verificheranno sarà quella di avere effetti deleteri sulla postura del soggetto.

 

Ogni squilibrio posturale potrà a sua volta causare l’insorgenza di patologie ortopediche (problemi cervicali,di scoliosi,ecc).

Potrebbe anche verificarsi il caso in cui uno squilibrio muscolare proveniente da altre zone corporee determini, per i meccanismi di interconnessione muscolare, problemi all’ATM.

La postura è un problema complesso e multifattoriale, sono cioè tanti gli apparati che possono alterarla (apparato masticatorio, visivo, uditivo, neurologico, muscolo-scheletrico ecc) compreso il vissuto emozionale. E’ compito del posturologo porre diagnosi differenziale collaborando con i vari specialisti per una risoluzione causale oltre che sintomatologica del problema in esame.

Nel caso specifico dell’ATM che, percentualmente, è una delle articolazioni maggiormente implicate negli squilibri posturali, la collaborazione tra dentista-posturologo è necessaria sia nell’esecuzione dei test di diagnostica differenziale sia successivamente nell’impostazione dell’iter terapeutico più appropriato.

 

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