FUMATORI E PERIMPLANTITI

Partiamo da un dato fondamentale da tenere a mente:

l’inserimento dell’impianto dentale pur essendo un procedimento chirurgico mini-invasivo, con conseguente riduzione dei rischi ed una rapida ripresa post-operatoria, è a tutti gli effetti un intervento chirurgico.

Di conseguenza è necessario prendere in considerazione la probabilità di insuccesso che, pur essendo minima, aumenta proporzionalmente in alcune situazioni:

  • in caso di assunzione di certi farmaci,
  • in presenza di determinate patologie,
  • ancor di più in presenza di cattive abitudini tra cui rientra in primis il vizio del fumo.

I diversi studi eseguiti in materia dimostrano come l’intervento implantologico non sia compatibile con il tabagismo.

Ovviamente sono da considerare altri fattori: sia il numero di sigarette giornaliere fumate, sia, in base ai dati raccolti dalla compilazione dell’anamnesi, le varie caratteristiche e lo stato di salute generale del paziente.

Nei soggetti fumatori il rischio di contrarre infezioni parodontali è maggiore.

Tali infezioni conducono alla formazione di tasche gengivali che diverranno zone soggette a deposito di placca batterica e residui di tartaro.

Conseguenza di tutto ciò è il rischio che il risultato dell’intervento implantologico venga compromesso anche a causa della scarsa tenuta gengivale e per la ridotta densità ossea.

Solitamente le due reazioni infiammatorie che possono verificarsi attorno agli impianti sono:

  • la mucosite perimplantare 
  • la perimplantite

 

La diagnosi di perimplantite è stata giudicata tale qualora fosse presente almeno un sito con profondità di sondaggio (PD) >4 mm, sanguinamento al sondaggio (BOP) e/o suppurazione ed evidenza radiografica di perdita ossea ≥2 mm.

La mucosite perimplantare, invece, è stata giudicata tale qualora vi fosse sanguinamento al sondaggio (BOP) senza però perdita di sostegno osseo.

In base ai vari studi condotti in materia è emerso che la perimplantite e la mucosite insorgono significativamente più frequentemente nei soggetti fumatori rispetto ai non fumatori. Stesso discorso per i valori di suppurazione, sanguinamento e presenza di placca intorno agli impianti: questi risultano significativamente più elevati nei fumatori rispetto ai non fumatori.

Come anticipavamo, il fumo è un importante fattore di rischio e viene correlato alla perdita ossea perimplantare ed al fallimento degli impianti.

Pertanto il consiglio è di includere nei trattamenti implantari un programma specifico: controlli periodici e detartrasi ravvicinati e richiami più frequenti nei pazienti fumatori.

Ormai è risaputo che il fumo abbia effetti negativi su tutto il corpo, in particolare agisce negativamente anche sul sistema immunitario.

Caratteristica del fumo di sigaretta è che agisce come vasocostrittore, quindi impedisce una buona irrorazione di sangue, con conseguente difficoltà di cicatrizzazione e rigenerazione dei tessuti interessati da interventi. Tutto ciò si verifica anche nel caso delle micro-incisioni gengivali praticate per effettuare l’innesto degli impianti dentali.

Altro rischio connesso al fumo e dimostrato da ricerche scientifiche è legato alla struttura di sostegno ossea, infatti la nicotina assunta cronicamente per diverso tempo orienta verso una struttura ossea più rarefatta.

Il tuo dentista di fiducia potrà ritenere necessario e quindi consigliarti di seguire un iter preparatorio all’intervento e uno successivo (la cui modalità verrà indicata tenendo conto sia del numero di sigarette fumate, sia dell’età del paziente e delle sue condizioni di salute generali) di sospensione dal fumo.

La sospensione dal fumo permetterà un immediato miglioramento della circolazione sanguigna , una riduzione della probabilità di contrarre infezioni e più in generale verrà ridotta al minimo la probabilità di insuccesso dell’impianto dentale.

Ma il consiglio migliore che ci sentiamo di darvi, e non solo per la salute orale, è smettere di fumare… “No smoking be happy

… per il tuo sorriso !

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