Un sorriso bianco è bello.

Nell’immaginario collettivo avere denti bianchi è sinonimo di salute e di cura della persona. Quando un soggetto ha un bel sorriso,denti sani, curati avrà automaticamente un aumento considerevole della propria autostima e dalla convinzione di piacere agli altri. Oggi viviamo in una società estremamente attenta all’estetica: sui social, sui cartelloni pubblicitari, insomma nella quotidianità siamo circondati da un’esasperata ricerca di perfezione; per questo un sorriso non curato potrebbe avere notevoli ripercussioni su noi stessi ,sui rapporti che instauriamo con gli altri e sul modo di affrontare le situazioni della nostra routine.

Una volta compreso l’aspetto psicologico la domanda che sorge spontanea è:

Come possono ottenere denti bianchi?”.

La risposta è semplice, ma non univoca.

Lo sbiancamento è sicuramente la soluzione migliore, ma prima di parlare dei diversi tipi di sbiancamento occorre fare un passo indietro.

Col passare degli anni l’invecchiamento fisiologico avrà effetti anche sui nostri denti, i quali perderanno il loro colore naturale, inizieranno un progressivo ingiallimento e potranno essere soggetti a macchie e discromie per diversi motivi. Oltre a tale naturale processo un’alimentazione poco sana, un abuso di alcool e sigarette ed una quantità eccessiva di caffè non potrà che peggiorare la nostra situazione orale.

 

Scopriamo perché il colore dei denti cambia…

 

 

Prima di tutto dobbiamo sottolineare come ognuno di noi abbia il proprio colore e sfumature dentali, come caratteristica prettamente individuale. In più, come accennavo poc’anzi, il colore sarà destinato a subire modifiche nel corso della vita per via dell’invecchiamento, delle abitudini alimentari e dello stile di vita.

Il cibo che ingeriamo e le nostre abitudini (come ad esempio il umo di sigaretta) contribuiscono in modo importante all’ingiallimento dentale. Questo processo è dovuto al fatto che lo smalto dentale “assorbe” dalla saliva micro-sostanze e pigmenti che influiranno sul colore dei nostri denti.

 

I principali responsabili di questo ingiallimento sono:  

 

  • caffè,
  • tè,
  • liquirizia,
  • vino (soprattutto rosso),
  • bibite gasate (contenenti sostanze coloranti artificiali),
  • sigarette,
  • alcuni collutori contenenti clorexidina,
  • scarsa igiene orale ( in quanto sarà la prima responsabile dell’accumulo di placca e tartaro).

 

 

Ulteriore aspetto, a cui teniamo dedicare qualche riga, è che il bianco dei denti non è uguale per tutti!
Non esiste un bianco che possa essere definito “universale” e quindi che valga per tutti e che stia bene a tutti. Il colore varia da persona a persona e varia anche da dente a dente.

 

Tale colorazione che caratterizza ogni singola persona, in più, può subire alterazioni interne od esterne che vengono chiamate discromie.

Le discromie interne (o intrinseche) riguardano il dente in sé e possono essere provocate da alcuni farmaci (come ad esempio gli antibiotici, ossia le tetracicline), alterazioni avvenute durante l’età dello sviluppo, cadute o traumi, trattamenti endodontici, naturale processo di invecchiamento o fluorosi.

Le discromie esterne (od estrinseche) hanno a che fare con fattori esterni, quali ad esempio: alimentazione, fumo, tartaro,ecc.

A prescindere dalle possibili variazioni di bianco, ciò che resta inalterato è il messaggio che viene trasmesso con una bocca non curata e con denti ingialliti e non sani: l’impressione sarà quella di una persona con una pessima igiene orale e in generale di una persona insicura e trasandata. La sola igiene orale, anche se eseguita regolarmente e nel modo corretto, non sarà sufficiente a ridonare un bel colore al nostro sorriso e in quel caso sarà necessario rivolgersi al proprio dentista ed igienista di fiducia e pianificare il trattamento più adatto per eliminare le antiestetiche discromie e per migliorare il colore dei nostri denti.

Proprio per la convinzione che un bel sorriso faciliti la propria realizzazione personale ed aiuti nei rapporti sociali, ad oggi sono sempre di più i soggetti che si sottopongono allo sbiancamento dentale nel proprio studio dentistico.

Il trattamento di sbiancamento..

Questa procedura dentale estetica risulta essere non invasiva e prevede l’utilizzo di determinati prodotti in grado di ripristinare il bianco naturale dei denti, eliminando le macchie (sia intrinseche sia estrinseche) che scoloriscono i denti.

Ad oggi esistono molti tipi di sbiancamento, alcuni vengono eseguiti nel vostro studio di fiducia (la parte cosiddetta “alla poltrona”). In questo caso il prodotto sbiancante (a base di perossido di idrogeno) verrà applicato alle arcate dentarie del paziente e per accelerare la reazione chimica dello sbiancamento si potranno utilizzare la lampada a led o il laser. In questo modo il perossido di idrogeno penetrerà nello smalto, raggiungendo i pigmenti colorati e, rilasciando ossigeno sulla superficie del dente. Questo procedimento modificherà il colore donando una tonalità più chiara all’elemento dentale.

Altri sbiancamenti prevedono anche una fase di trattamento domiciliare, in cui si utilizzerà una mascherina individuale in cui verrà inserito il gel sbiancante. Tale sostanza resterà in contatto con i denti per diverse ore (solitamente per tutta la notte) e sarà da applicare per circa due settimane.

Il risultato migliore di sbiancamento si otterrà attraverso un trattamento combinato, il quale prevede sia lo sbiancamento in studio, sia il mantenimento del colore domiciliare, utilizzando mascherine individuali.

 

 

 

I Pro dello sbiancamento…

Il primo vantaggio che ci viene in mente pensando allo sbiancamento dentale è sicuramente quello psicologico: un soggetto con denti bianchi sarà più favorevole a sorridere e avrà la sicurezza di offrire un’immagine gradevole di se stessa, elemento molto importante soprattutto per i giovani e per la società in cui viviamo. Ulteriore vantaggio sarà la nostra salute orale: per procedere ad un trattamento di sbiancamento sarà necessario avere una bocca sana. Prima dell’aspetto estetico bisognerà sistemare quello clinico ( eliminare ogni residuo di placca e tartaro, non avere carie,ecc.) quindi ci si sarà necessariamente sottoposti ad una visita specialistica nel corso della quale si sarà stabilito se il paziente risulti o meno idoneo (o se ci siano aspetti più urgenti da risolvere) a tale trattamento estetico.

 

E i contro.

L’eventualità che si possano verificare dei contro (con questa parola intendiamo effetti collaterali indesiderati) è davvero remota. Il nostro consiglio spassionato è quello di affidarvi ad un dentista ed igienista professionale e che non vi tuffiate in rimedi casalinghi fai da te che 9 volte su 10 rovinano i denti e non permettono di raggiungere il risultato desiderato. Nel caso in cui si verifichino degli effetti negativi ( sensibilità, indolenzimento gengivale) rivolgetevi al vostro odontoiatra di fiducia ma sappiate che saranno effetti temporanei e che svaniranno nel giro di qualche tempo.

Quanto dura lo sbiancamento?

A questa domanda non c’è una risposta certa, nel senso che tale trattamento non rappresenta una soluzione permanente,soprattutto perché strettamente collegato lo stile di vita e all’alimentazione di ognuno. Se si adotta l’opportuna attenzione il bianco durerà molto a lungo, in generale la durata sarà dai due anni in sù, ma questo aspetto varia da persona a persona. Nel caso in cui si dovesse notare un leggero scurirsi degli elementi dentali sarà possibile effettuare un richiamo, utilizzando le mascherine già usate in precedenza, per ridonare luminosità ai vostri denti.

 

Quando lo sbiancamento non è consigliato…


Sebbene lo sbiancamento dentale non abbia particolari controindicazioni, questo trattamento potrebbe rendere il dente temporaneamente più sensibile. Per questa caratteristica potrebbe essere sconsigliato per i pazienti che soffrono di
sensibilità dentinale, di erosioni dentali e per chi (a causa di recessioni gengivali) ha la parte cervicale del dente ( comunemente detto colletto) scoperto.

Lo sbiancamento dentale, quindi, è un trattamento estetico estremamente funzionante (in quanto consentirà al paziente di ottenere il sorriso desiderato con denti bianchi e luminosi) ma non è adatto a chiunque.

Altra situazione in cui è meglio evitare tale trattamento è quella in cui siano presenti corone ( o comunque restauri protesici) in quanto lo sbiancamento non sarebbe efficace (il materiale su cui andrebbe ad agire non permetterebbe la reazione chimica che invece si ottiene sulla superficie dentale).

Prima di sottoporsi al trattamento di sbiancamento dentale è comunque fondamentale discuterne col proprio dentista ed igienista di fiducia, i quali saranno gli operatori adatti a darti un consiglio su come procedere in base alla situazione concreta e sottoporsi ad una seduta d’igiene dentale per eliminare la placca ed ogni residuo di tartaro esistente.

Concludiamo sottolineando come siamo tutti d’accordo sul fatto che un dente bianco sia bello, ma prima di essere bello dovrà essere sano.

 

 

Discromie dentali da tetracicline e quali gli sbiancamenti domiciliari più efficaci in questi casi?

L’assunzione di tetracicline* durante la fase di formazione dei tessuti dentali potrebbe condurre ad un effetto collaterale estremamente negativo: potrebbe causare discromie permanenti ai nostri denti. Tale discromia può essere generalizzata o localizzata in specifici punti e tendere a variazioni di giallo, grigio, marrone scuro con il tipico aspetto a striature. La manifestazione di tale problematica sarà legata al tipo di tetraciclina assunta, dalla durata della somministrazione, dal dosaggio e dallo specifico periodo di formazione dei tessuti dentali.

Una volta presenti tali discromie, i trattamenti da eseguire risultano essere diversi, dallo sbiancamento dentale, all’applicazione di faccette estetiche o attraverso una copertura totale attraverso coroncine.

Lo sbiancamento dentale risulta essere l’opzione di trattamento di discromie più conservativa di tutte, in quanto non prevede la rimozione di parti dentali ma portando, comunque, ad ottimi risultati.

Come abbiamo avuto modo di sottolineare, oltre alla sbiancamento professionale esistono diversi trattamenti di sbiancamento domiciliare (i quali verranno eseguiti dal paziente attraverso l’uso di mascherine in cui verrà inserito lo specifico gel sbiancante).

Sul tema sono stati eseguiti diversi test e studi clinici, i quali hanno portato alla conclusione che i sistemi di sbiancamento domiciliari producono effetti sbiancanti molto buoni sugli elementi dentali colpiti da discromia da tetracicline.

 

 

 

*Le tetracicline sono un gruppo di farmaci antibatterici inibitori della sintesi proteica. Esse sono efficaci contro vari batteri (aerobi e anaerobi). In tantissimi antibiotici utilizzati in passato (e qualcuno ancora oggi in uso) tale sostanza era presente ed è stata causa di moltissime discromie dentali.

Cibi da evitare dopo lo sbiancamento dentale.

Se si desidera avere un sorriso bianco e luminoso vale sempre la stessa regola: “chi bella vuole apparire almeno un po’ deve soffrire”. La “sofferenza” in questo caso ha a che fare con piccole modificazioni necessarie da apportare alla propria dieta durante il periodo di sbiancamento dentale.

Per poter raggiungere e continuare a godere dei benefici dello sbiancamento dentale sarà necessario rinunciare (o per lo meno ridurre il consumo) ad alcuni cibi/bevande in particolare:

  • Caffè e tè: risultano essere i maggiori responsabili dei denti macchiati. Per questo sarà necessario evirarne l’assunzione dopo i trattamenti di sbiancamento. Il nostro smalto dentale presenta una superficie porosa e in cui minuscole particelle di cibi e bevande possono rimanere incastrati. Tè e caffè restano facilmente intrappolati in questi pori e la loro colorazione scura potrà macchiare in modo permanente i denti. Se proprio non si riuscisse a rinunciare a queste bevande il nostro consiglio è quello di berli velocemente ( e possibilmente attraverso una cannuccia) in modo che il contatto coi denti sia limitato e di procedere immediatamente a risciacquare la bocca con dell’acqua.
  • Salse scure. Tra queste abbiamo: soia, salsa di pomodoro, ketchup e marmellate di mirtilli. I condimenti a base di aceto (specialmente l’aceto balsamico) dovrebbero essere evitati soprattutto per via della loro elevata acidità. Più a lungo si eviteranno tali salse e più a lungo i tuoi denti resteranno bianchi e luminosi.
  • Vino rosso. Per quanto sia buono da degustare, il vino risulta essere un altro liquido scuro con effetti macchianti, da evitare a seguito di un trattamento sbiancante. Il vino ha un’acidità elevata, in grado di corrodere lo smalto e, in più, contiene tannini: cioè sostanze astringenti che si “attaccano” al dente e che facilitano l’insorgenza di macchie.
  • Bacche e succo. Gran parte dei frutti (soprattutto i frutti di bosco) possiedono un’elevata acidità e possono essere responsabili dell’usura dello smalto dentale. La loro assunzione non influenzerà solo la durata del trattamento sbiancante dei denti, ma potrà anche causare erosione dentale, quindi evitali il più possibile!

Ricordati che lo sbiancamento dentale durerà fino a quando continuerai a prenderti cura dei tuoi denti e del tuo sorriso.

 

 

Per avere informazioni sui vari tipi di sbiancamenti esistenti, sui possibili risultati e su quale sia il trattamento per te più indicato non esitate a contattarci! Il Dottor Palermo e le nostre igieniste ( Federica, Elena e Giorgia) sapranno indirizzarvi verso la scelta migliore.

 

Al prossimo articolo !

 

 

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