Gentili pazienti bentrovati!

Nel seguente articolo parleremo di particolari carie che possono colpire i nostri denti: le famose carie del “colletto” (anche conosciute come V classi).

Ma prima di addentrarci nella loro analisi partiamo dal comprendere che cosa s’intenda con lesione cariosa e con la classificazione di Black….

Iniziamo dal più vasto concetto di

 

Carie dentale…. Cos’è?

 

La carie dentale è una patologia che colpisce i tessuti duri del dente.

Essa parte infatti dalla superficie più esterna e superficiale (cioè lo smalto) e, se non curata, potrà estendersi fino ad interessare la polpa dentaria, comportando dolore e compromettendo la salute dell’elemento dentale in questione.

Con la sua progressione la carie dentaria arriverà a creare delle vere e proprie cavità, per questo è importante agire tempestivamente e rimuovere la lesione cariosa.

Ricordiamo inoltre come la carie sia una patologia multifattoriale (legata a diversi fattori) prettamente estrinsechi: alimentazione scorretta e ricca di zuccheri, scarsa igiene orale, assunzione di sostante e bevande zuccherate, parodontite, acidosi metabolica di basso grado e, infine, tra i fattori intrinsechi ricordiamo la predisposizione genetica.

 

Ad oggi abbiamo molti modi per contrastare la formazione di lesioni cariose, primo di tutti la prevenzione. 

Essa verrà posta in essere attraverso:

 

  • Igiene orale quotidiana (spazzolando correttamente i denti almeno 3 volte al giorno, passando il filo interdentale negli spazi inter-prossimali, rimuovendo scrupolosamente ogni residuo di cibo e placca batterica dalla superficie dentale),

 

  • Igiene orale professionale periodica e controlli dal proprio odontoiatra di fiducia,

 

 

  • Alimentazione e stile di vita sano.

 

La principale causa di carie dentaria è la placca dentale: essa risulta essere un sottile strato di biofilm batterico che regolarmente si forma sulla superficie dei nostri denti. All’interno di questa “pellicola” risiedono una vasta quantità di batteri, in grado di innescare reazioni acide (attraverso gli zuccheri contenuti nei cibi e nelle bevande che ingeriamo) che aggrediscono il rivestimento protettivo dei nostri denti: lo smalto dentale.

 

Lavare accuratamente i denti ed utilizzare il filo interdentale sarà fondamentale per rimuovere questa placca batterica e per limitare l’azione di batteri in grado di causare l’erosione dello smalto e, di conseguenza, contrastare la formazione delle carie.

 

La carie dentale potrà attaccare l’elemento dentale in diversi punti:

  • Sulla superficie occlusale (cioè nella zona maggiormente coinvolta durante la masticazione. Tutto ciò è dovuto ad un lavaggio dei denti frettoloso e dal permanere della placca batterica nelle piccole scanalature presenti sui nostri denti)

 

  • Negli spazi inter-prossimali (ossia tra dente e dente. Queste zone risultano difficili da raggiungere ed è per questo che lo spazzolino non sarà sufficiente: occorrerà utilizzare filo interdentale e scovolino per eliminare placca e residui di cibo da queste zone)
  • Sui cosiddetti “colletti” (ossia nella parte radicolare. Questa tipo di carie emerge soprattutto in caso di retrazioni gengivali o di situazioni parodontali medio-gravi, in quanto il ritirarsi della gengiva farà esporre la radice dell’elemento dentale sul quale non è presente lo strato protettivo dello smalto e su cui sarà più facile la formazione della carie).

 

 

 

 

 

Classificazione di Black.

Greene Vardiman Black (noto con il nome di G. V. Black, 1836-1915) fu un odontoiatra statunitense a cui si devono numerose scoperte nel mondo dell’odontoiatria, specialmente nel campo della conservativa.

E’ proprio a lui, infatti, che si deve la classificazione delle carie dentali (in cui ogni classe è associata una forma della cavità) così strutturata:

 

  1. I Classe (carie che interessa la zona occlusale, cavità che si forma all’interno dei solchi di premolari e molari)
  2. II Classe (la cavità si crea tra le superfici inter-prossimali di premolari e molari)
  3. III Classe (la cavità riguarda, anche qui, gli spazi inter-prossimali ma di canini ed incisivi)
  4. IV Classe (la cavità oltre ad interessare le zone inter-prossimali di canini ed incisivi colpisce anche la parte incisale)
  5. V Classe (la cavità riguarda la parte cervicale, sia vestibolare sia linguale, di qualsiasi elemento dentale).

 

 

Analizziamo nello specifico quest’ultimo gruppo di cavità…le V Classi…

All’interno nel gruppo V Classi di Black, ritroviamo sia lesioni cariose sia non cariose che coinvolgono la parte cervicale (detta anche colletto) della superfice dentale sia essa vestibolare (cioè verso la guancia), sia linguale.

Quindi prima cosa da fare sarà accertare quale sia la natura della lesione cariogena per capire se sia dovuta ad un attacco batterico o se sia legata alla sola esposizione della dentina sclerotica. Questa fase risulta fondamentale in quanto in quest’ultimo caso non sarà necessario rimuovere sostanza dall’elemento dentale per preparare la cavità, ma il tessuto si presterà a fare da substrato di sostegno alla futura otturazione.

In moltissimi casi, infatti, non è la carie a provocare la V Classi, ma una situazione di abrasione del colletto che espone il soggetto ad una notevole sensibilità.

In base ai dati raccolti, le abrasioni del colletto si manifestano maggiormente nei soggetti di età adulta, soprattutto se anziani.

Tra i fattori di rischio e scatenanti per l’insorgenza di questo tipo di lesioni (cariose e non) ricordiamo:

  • Spazzolamento eccessivamente energico
  • Presenza di placca batterica
  • Problemi occlusali (sbilanciamento delle forze occlusali)
  • Abuso nell’assunzione di cibi/bevande eccessivamente abrasive
  • pH troppo basso del cavo orale ( condizione di acidosi metabolica di basso grado)
  • Malattia parodontale
  • Problemi di reflusso gastro-esofageo.

 

Ricordiamo, nello specifico, che le lesioni non cariose si dividono principalmente in:

 

 

  • Abrasioni (legate nella maggior parte dei casi ad uno spazzolamento scorretto)

 

  • Abfractions (tipiche lesioni di origine para-funzionale, legate a problematiche quali bruxismo, serramento e traumi occlusali)

 

  • Esposizioni radicolari (nella maggior parte dei casi correlate a problemi parodontali, recessioni gengivali e in rari casi dovute agli spostamenti degli elementi dentali durante un trattamento ortodontico)

 

  • Erosioni (tipica fase di demineralizzazione dello smalto dentale dovuta all’azione di agenti chimici).

 

 

 

Unendo tutti questi fattori di rischio si prospetterà un paziente estremamente soggetto alle lesioni di V Classe.

 

Cura delle V Classi…

Una volta compreso l’origine eziologico della cavità si potrà procedere con la cura dell’elemento dentale in questione, eliminando la sensibilità dentale a caldo/freddo, facilitando l’igiene orale quotidiana, soddisfacendo le esigenze estetiche del paziente, ripristinando la morfologia del dente, restituendo stabilità ed integrità funzionale all’elemento dentale e, nei casi più gravi, realizzando uno specifico trattamento parodontale per ripristinare anche la salute delle gengive.

 

La procedura esecutiva classica prevede la rimozione dei tessuti colpiti dalla lesione cariosa o la pulizia della cavità e successivamente si attuerà la specifica procedura adesiva conosciuta come: otturazione o ricostruzione.

Verrà quindi eseguita una ricostruzione in composito (che verrà inserito all’interno della cavità e che rispetti la forma biologica del dente) che presenti una conformazione regolare, liscia, che riproduca la convessità cervicale e che sia facilmente detergibile tutto ciò per evitare che si depositi nuovamente placca, residui di cibo e per consentire al tessuto gengivale di integrarsi e non infiammarsi.

Nel caso in cui le lesioni siano al di sotto del margine gengivale potrà rivelarsi necessario utilizzare specifiche tecniche (isolamento attraverso la diga, utilizzo del radio-bisturi, utilizzo dei fili retrattori o, nei casi più gravi e profondi, l’intervento chirurgico eseguito attraverso un mini-lembo).

Quindi, nel caso in cui sia necessaria una procedura terapeutica, si sceglierà quale approccio utilizzare (in base agli esami clinici e radiologici) si potranno porre in essere: interventi conservativi, chirurgici o conservativi-parodontali.

 

Lo sapevi che?

 

  • Secondo gli studi condotti in materia le V Classi colpiscono maggiormente gli uomini sopra i 45 anni?
  • Nella fase iniziale di comparsa delle V Classi si riscontreranno lesioni e abrasioni superficiali in grado di causare spiccata sensibilità ma che non comporteranno perdita di sostanza e che potranno essere trattate (quindi in via preventiva) attraverso applicazioni di mousse remineralizzanti e desensibilizzanti.

 

 

  • Sempre da un punto di vista preventivo, ricorda di sostituire il tuo spazzolino o la testina di quello elettrico, non appena lo si vede consumato (indicativamente ogni 3 mesi), in quanto le setole nuove puliscono meglio e rimuovono maggiore quantità di placca dentale!

 

  • Oltre alle cinque Classi elencate esiste anche la VI Classe (che però non è stata redatta da Black) e che si riferisce alle lesioni che interessano la cuspide di un dente posteriore o dei canini.

 

 

 

Per maggiori informazioni contattateci e prenotate la vostra visita di controllo periodica!

 

 

 

Fonte:

https://www.ildentistamoderno.com

Menu