Carissimi pazienti, eccoci giunti ad un altro Halloween da festeggiare insieme.

Come ogni tradizione che si rispetti in questa notte i bambini busseranno alle porte pronunciando la classica frase: “Dolcetto o scherzetto?”.

Nel caso in cui dovessero ricevere una bella quantità di dolci ( caramelle, marshmallow e biscotti) vediamo cosa fare per evitare che la carie colpisca grandi e piccini.

Carie dentale, cos’è?

Possiamo definirla come una situazione patologica che vede la sua origine in una parte del dente a contatto con l’ambiente orale e che eroderà le strutture dei tessuti dentali se non viene curata.

Tale processo comporta la graduale distruzione dello smalto e della dentina fino, nei casi più gravi, ad arrivare alla polpa dentale.

Le conseguenze della carie dentale sono di due tipi:

  • dirette → causando un danno all’elemento dentale,
  • indirette → influendo molto sulla funzione masticatoria e di conseguenza influenzando la digestione ( infatti potrebbero verificarsi casi di malocclusione e quindi ripercussioni sulla nostra postura e più in generale sulla salute del nostro organismo).

La carie dentale è strettamente legata all’alimentazione:

da quando sono presenti sulle nostre tavole ed in grandi quantità farine bianche, zuccheri e bibite gasate la carie dentale è aumentata notevolmente.

Quanto detto emerge in maniera chiara analizzando la situazione di alcuni paesi in via di sviluppo: l’aumento di carie è proporzionale all’aumento del consumo di prodotti contenenti zucchero.

A seguito dei vari studi si è compreso quali siano i cibi maggiormente responsabili della comparsa di carie: glucidi ed in particolare negli zuccheri.

Origine della carie.

L’eziologia della carie dentale è legata a diversi fattori, i quali risultano fondamentali per prevenirla o curarla.

Vediamoli nello specifico:

  • placca batterica ( fattore necessario),
  • genetica,
  • alimentazione,
  • ecosistema microbico.

 

Partendo dalla predisposizione genetica possiamo sostenere che ogni dente abbia le sue caratteristiche interne (endogene), in quanto formato da sostanze organiche (quali smalto e dentina) e da condizioni intrinseche che possono favorire o meno l’insorgenza delle carie (indipendentemente dai fattori esterni). La salute dei nostri denti è data anche da un delicato equilibrio fisiologico che quando si altera può provocare una disfunzione che ne diminuirà la resistenza e lo renderà più incline alla patologia cariosa.

L’aspetto microbico influisce sulla formazione della carie dentale in quanto esso è rappresentato dal biofilm in cui i microrganismi ( principalmente steptococchi e lattobacilli) esistenti nel cavo orale possono formare la placca dentale. Diversi batteri agiscono utilizzano come substrato il glucosio e sintetizzano l’acido lattico ( il quale può essere descritto come prodotto di scarto) che con la sua acidità scioglie un po’ per volta lo smalto dentale, intaccando la dentina. Per far sì che si instauri tale processo microbico cariogeno è necessario che il tempo di contatto tra microrgaismi e residui di cibi sia lungo: quindi che abbiano già dato origine a placca batterica non essendo stati rimossi con un’adeguato spazzolamento e detersione.

Carie ed alimentazione.

Abbiamo già avuto modo di sottolineare quanto la dieta e l’alimentazione seguita siano importanti per la nostra salute generale e anche per il benessere di quella orale.

L’alimentazione risulta importante rispetto alla carie dentale in quanto fornisce ai microrganismi i substrati sui quali agire. Tali substrati possono essere più o meno cariogeni, in più alcuni alimenti sono capaci di influenzare direttamente la quantità e la qualità della flora microbica, la formazione della placca e anche la produzione di metaboliti dannosi.

Ad esempio prendiamo in considerazione i cibi soffici, questi restano “appiccicati” alla superficie dentale per più tempo, aumentando così la quantità dei residui sia alimentare sia della placca dentale provocando un aumento del processo cariogeno.

In più ogni cibo che ingeriamo presenta determinate caratteristiche: alcuni, infatti, presentano una particolare adesività che li porterà ad essere maggiormente cariogeni in quanto allungano il periodo in cui rendono disponibili sostanze che saranno coinvolte nelle sintesi di acidi.

Il tipo di alimentazione e la dieta seguita possono influenzare la comparsa o l’aggravamento della carie, per questo è importantissimo conoscere le caratteristiche dei nutrienti che assumiamo.

I cibi maggiormente cariogeni, sia per ciò che attiene la formazione di placca sia per l’influenza sui microrgaismi del cavo orale, sono gli zuccheri, in grado di diffondersi velocemente all’interno della placca dove vengono trasformati in acidi.

Per ciò che attiene al livello della superficie liscia dentale i cibi maggiormente cariogeni risultano essere: saccarosio, glucosio, maltosio, lattosio e fruttosio. Questi riescono ad attraversare facilmente la placca.

Ulteriore aspetto che merita di essere ricordato a riguardo è quello attinente al tempo d’indigestione degli zuccheri: la frequenza di indigestione di tali cibi gioca un ruolo fondamentale (addirittura superiore a quello legato alla quantità di questi assunta).

Per quanto l’alimentazione sia fondamentale ricordiamo che un’adeguata, costante e tempestiva igiene orale permetta di mantenere salute orale e di eliminare la maggior parte dei presupposti che conducono alla carie.

Riporto di seguito alcune statistiche dell’Andi su tale tema, sottolineando quanto sia importante leggere le etichette dei prodotti alimentari per comprendere la quantità di zuccheri assunti e quindi combattere la carie.

Da tale studio emerge che:

Il consumo frequente di cibi e bevande contenenti zucchero è la più importante causa di carie. Il 23% dei bambini di 8 anni di età e il 40% dei ragazzi di 15 anni consumano snack dolci o bevande tre o più volte al giorno; la metà (48%) di tutti gli adulti fa assiduamente uno spuntino tra i pasti principali.”

Questo tipo di alimentazione (nello specifico carboidrati) permette ai batteri presenti nella nostra bocca di nutrirsi, di proliferare e di danneggiare i denti e gen­give. Il miglior modo per impedire questo è consumare cibi sani e di limitare il più possibile il consumo di zucchero.

Imparare a leggere le etichette dei cibi di cui ci nutriamo potrà aiutarci molto per determinare la quantità di zuccheri presente nel prodotto.

Cibi AMICI.

Alcuni cibi svolgono un’importante azione di protezione: rallentando o impedendo il processo cariogeno. Tra questi ricordiamo i lipidi ( i quali formano una sorta di “pellicola” protettiva sulla superficie del dente) e, secondo diversi studiosi, le proteine ( in particolar modo le caseine).

Possiamo concludere sostenendo che una dieta adeguata ed equilibrata (che comprenda tutti i principi nutritivi) risulta decisiva nella prevenzione della carie ma tutto ciò deve essere necessariamente accostato ad un’ottima igiene orale e a protocolli di prevenzione specifici.

 

 

Le vostre domande…

Quanto devo aspettare per lavarmi i denti dopo aver mangiato?”

E’ consigliabile lavarsi i denti dopo aver terminato il pasto da almeno 30 minuti. Anticipando il lavaggio l’effetto prodotto dallo spazzolino sarebbe negativo, in quanto anziché rimuovere le sostanze nocive contrasterebbe l’azione positiva della saliva.

LO SAPEVI CHE…?

Nei Paesi industrializzati il fenomeno carioso è in diminuzione, da oltre un ventennio, per l’adozione di adeguate misure preventive.

La presenza di minerali ( in particolare del fluoro, ma anche calcio e fosforo) nel cavo orale sono importanti nel favorire la remineralizzazione del tessuto dentario, giocando un ruolo importante nella prevenzione della carie.

Il fluoro, tuttavia, potrebbe avere un effetto tossico sui denti quando è ingerito in eccesso.

Il consumo giornaliero di fluoro dovrebbe essere compreso tra 0,7 e 1,5 mg. Nelle aree dove l’acqua potabile è ricca in fluoro questa è capace, da sola di coprire circa il 75% dei bisogni.

Lo xilitolo è un alleato della tua salute orale, in quanto esercita un’azione rimineralizzante.

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