Gentili pazienti, bentrovati.

Le vacanze sono ormai un ricordo e siamo tornati alla nostra quotidianità.

Proprio il ritorno alla routine può creare degli “squilibri” nelle nostre condizioni psico-somatiche e tra questo può emergere il famoso bruxismo.

Tale patologia è estremamente importante a livello odontoiatrico, sia per il vasto numero di persone che coinvolge, sia in quanto viene considerata tra i fattori principali alla base dei disturbi temporomandibolari.

 

 

Il bruxismo (detto anche “rumor di denti”) consiste in un’abitudine “parafunzionale” (ossia di un movimento non finalizzato ad uno scopo preciso e che non rientra nelle abitudini quotidiane proprie della bocca) di digrignare e/o strofinare, serrare le arcate dentali.

Per bruxismo, quindi, si intende sia il “digrignamento” (conosciuto come bruxismo rumoroso,in quanto l’abitudine involontaria di stringere energeticamente i denti genera rumori) sia il “serramento” (detto anche bruxismo silenzioso), entrambi causati da una iperattività dei muscoli masticatori, specialmente durante il sonno.

 

Tale tendenza a digrignare i denti serrando con forza la mascella può capitare a chiunque a causa, ad esempio, di un po’ di stress e si può manifestare per un periodo limitato di tempo. Nel momento in cui, però, inizia a diventare un’abitudine persistente potrebbe scatenare dolore e danni ai denti importanti.

Ulteriore caratteristica del bruxismo è la sua manifestazione : nella maggior parte dei casi tale fenomeno si verifica inconsciamente durante il sonno; solo in alcuni casi (sicuramente più rari) questo disturbo può verificarsi anche da svegli (bruxismo diurno), soprattutto quando si è molto concentrati o estremamente tesi.

 

Un dato importante, da tenere a mente per comprendere l’estensione di tale problema è che in Italia soffrono di “bruxismo” circa 16 milioni di persone (tra cui sono compresi un numero sempre crescente di bambini).

 

Vediamo quali sono i principali i  sintomi avvertiti dalle persone che soffrono di bruxismo:

 

  • Tensione muscolare alla mandibola 
  • Tensione a livello delle spalle
  • Dolori alla mascella e ai muscoli del viso (presenti soprattutto al mattino quando ci si sveglia)
  • Dolore alle orecchie
  • Rumori articolari aprendo o chiudendo la bocca (spesso si sente un vero e proprio “cric-crac”) 
  • Difficoltà nell’apertura della bocca
  • Episodi ripetuti di mal di testa
  • Sonnolenza (in quanto il bruxismo ha un forte impatto sulla qualità del sonno)
  • Usura dei denti che potrà condurre ad un aumento di sensibilità al caldo, freddo.

 

Scopriamo ora quali sono le principali cause del bruxismo.

 

Tra i principali fattori che causano questo comportamento abbiamo fattori psicologici, meccanici e posturali, i quali spesso si verificano in combinazione tra loro.

 

Vediamoli nel dettaglio:

  • Fattori psicologici. In base ai diversi studi condotti sul tema, all’origine del bruxismo vi sono fattori psicologici, tensioni,stress, frustrazioni e ansia. Spesso durante la giornata queste emozioni vengono represse, ma durante il sonno il nostro inconscio le “tira fuori” e spesso la nostra reazione involontaria può essere quella di digrignare/serrare i denti!

 

  • Fattori meccanici. Problemi ortodontici, la scorretta posizione di elementi dentali e/o arcate dentali, disarmonie strutturali, anomalie occlusali e la scorretta posizione mandibolare possono portare a questo tipo di problema.

 

  • Fattori posturali. Oltre alle precedenti, anche una scorretta postura di tutto il corpo può causare il bruxismo e, di conseguenza, provocare lesioni all’ATM (articolazione temporomandibolare).

 

Non sempre è possibile individuare la causa (o le cause) scatenante del bruxismo, ma è importante saper individuare alcuni importanti fattori di rischio, per poter eliminare dalla base il problema.

Lo stress e l’ansia sono sicuramente fattori di rischio importanti, infatti il bruxismo è, in 7 casi su 10, legato a condizioni psicologiche e di forte nervosismo.

Risulta fondamentale risolvere le cause di questo problema anche per via del fatto che il bruxismo ha un impatto notevole sulla qualità del sonno e di conseguenza sullo stato di benessere nelle ore diurne. Un sonno disturbato, sarà infatti causa di sonnolenza diurna, di maggiore irritabilità e tensione nervosa; dando origine ad un circolo vizioso di malessere generale. Ricordiamo anche come apnee notturne siano fattori in grado di favorire la comparsa di tale disturbo.

Altra situazione che potrà avere riflessi sull’insorgenza del bruxismo è quella legata allo stile di vita: l’abuso di alcolici, di caffeina, il consumo di sigarette od eccitanti aumenterà la possibilità di digrignare i denti durante la notte.

 

Alcuni ricercatori suggeriscono che potrebbe esserci un certo grado di suscettibilità famigliare a questo disturbo, ma per il momento sono ipotesi e non è certo che sia così.

 

La prevenzione del bruxismo.

Poiché il bruxismo è una condizione/reazione naturale ed inconscia del soggetto colpito, purtroppo, nella maggior parte dei casi non può essere prevenuto.

Questo, però, non esclude di porre particolare attenzione ed avere alcune accortezze che consentano di non peggiorare la situazione. A riguardo è importante sottoporsi a regolari controlli dal proprio dentista di fiducia, prendere consapevolezza del proprio stato di stress ed ansia e cercare di risolverlo, utilizzare tecniche di rilassamento per aumentare il proprio benessere generale, evitare cattive abitudini (come ad esempio il fumo o l’alcool), evitare di mordere penne o altri oggetti ed infine (quando il digrignamento è durante lo stato di veglia) interrompere il comportamento e tentare di rilassare i muscoli della mascella.

 

Concretamente, come si manifesta in bocca il bruxismo?

 

 

A livello clinico, i denti appaiono consumati e spesso si avverte un senso di stanchezza a livello di muscoli masticatori.

Ulteriori segni del bruxismo possono essere:

  • Abrasione dentale
  • Alterazioni occlusali
  • Difficoltà ad aprire la bocca
  • Retrazione gengivale
  • Fastidi e dolore dell’ATM (articolazione temporo- mandibolare)
  • Aumento della mobilità dei denti
  • Denti fratturati (in rarissimi casi).

 

 

Soluzioni e cura del bruxismo.

Ad oggi esistono varie soluzioni per correggere questo fenomeno e minimizzare il più possibile i danni da questo causati.

L’intervento meno invasivo, ma molto utile nella risoluzione del problema, è sicuramente rappresentato dal bite o placca di svincolo. Il bite è una mascherina (simile al paradenti che portano gli sportivi) di resina rimovibile che viene indossata soprattutto di notte. Essa è in grado di creare una barriera protettiva tra le due arcate dei denti, riducendo l’attrito, salvaguardando lo smalto dall’erosione e proteggendo la dentatura da abrasioni e fratture.

Esso viene progettato in modo da calzare perfettamente sulle arcate dentarie e svolge l’importante funzione di contribuire al ripristino di un corretto allineamento delle arcate.

 

Nei casi più gravi, ossia quando l’usura è tale da aver compromesso la funzione e l’estetica sarà necessario procedere a ripristinare le morfologie dentali.

Ulteriore aspetto fondamentale per curare il bruxismo (e non solo) è quello di avere una condizione orale ottimale, cioè una bocca sana senza carie e con gengive in salute.

 

 

Ulteriori soluzioni e cure in grado di alleviare i disturbi del bruxismo sono:

  • eliminazione di punti di contatto occlusali, i quali possono creare interferenze tra le arcate,
  • trattamenti ortodontici,
  • tenere a riposo la mandibola, evitando di parlare a lungo e di masticare chewing-gum,
  • esercizi di rilassamento della muscolatura del viso,
  • sedute di laser-terapia per alleviare il dolore,
  • terapie erboristiche naturali per rilassare la muscolatura,
  • percorsi di fisioterapia ed esercizi muscolari mirati,
  • un supporto psicoterapeutico volto all’apprendimento di tecniche di rilassamento e di gestione dello stress.

 

Infine ricordiamoci l’aspetto fondamentale: il bruxismo causato da stress continuerà fino a quando non si eliminerà la fonte di disagio, sia nei bambini sia negli adulti.

 

 

Bruxismo e bambini.

 

Il bruxismo può colpire anche i bambini e gli adolescenti (tale fenomeno risulta essere abbastanza frequente: si calcola in media che 1 bambino su 10 ne soffra) i quali sfogheranno il loro stato di stress digrignando i denti.

La causa principale ( che potrebbe stupire i lettori) è appunto lo stress.

Domanda che sorgerà spontanea sarà: quale stress potrà mai avere un bambino? La risposta è multipla: un brutto voto a scuola, una litigata tra i propri genitori, disturbi del sonno (tra questi rientrano le apnee notturne e vari problemi temporanei come raffreddori, tosse e bronchite), l’arrivo di un fratellino, un semplice capriccio, uno stato di rivalità sportiva e molti atri.

 

Per questo motivo risulta fondamentale la figura dei genitori i quali dovranno ascoltare ed incoraggiare il proprio bambino e saranno anche i primi a potersi accorgere del problema.

Infatti se vostro figlio, durante il sonno, fa rumore con i denti al punto che voi riusciate a sentirlo vorrà dire che bruxa in modo molto attivo e questo potrebbe causare seri danni ai denti (sia da latte, sia definitivi).

In più, i dentini potrebbero apparire consumati o leggermente accorciati per via del continuo sfregamento.

Il riconoscimento dei sintomi del bruxismo infantile, oltre al discorso legato al rumore durante la notte, è pressoché identico a quello degli adulti: mal di testa, male alle orecchie, dolore ai muscoli del viso e della mascella, consumo dei dentini e aumento della sensibilità.

Vediamo ora quali potrebbero essere le conseguenze del bruxismo sui piccoli pazienti. Tra le principali abbiamo: lo sviluppo di una III classe falsa (in quanto la mascella scivola in avanti), un incremento del riassorbimento nelle radici dei dentini da latte e potrebbe causare un ritardo nell’eruzione dei denti permanenti.

Nel caso in cui si sospetti una situazione di bruxismo sarà importante recarsi dal proprio odontoiatra, il quale procederà ad un esame oggettivo dei sintomi riscontrati e procederà attraverso un piano di cura idoneo alla risoluzione del problema.

Sottoporre i bambini a controlli periodici dal dentista sarà la miglior soluzione per non preoccuparsi inutilmente e per mantenere lo stato di salute attraverso la prevenzione.

Il bruxismo infantile, risulta essere spesso espressione di rilascio di tensioni emozionali (spesso associati ad emozioni quali rabbia, paura, gelosia, difficoltà scolastiche, ecc.) e tende, nella maggior parte dei casi, a risolversi spontaneamente (ovviamente con l’aiuto e l’appoggio dei genitori).

Infine, è importante ricordare al bambino che può sempre parlare ed esprimere il proprio disagio, in modo da trovare soluzione alla problematica che dà origine allo stress.

 

Per concludere…

 

Come sempre, un approccio a 360° risulta fondamentale per il nostro benessere. In caso di bruxismo, trattamenti psicologici, terapie cognitivo-comportamentali sono importanti e vengono spesso utilizzati per trattare le emozioni che sono alla base di tale disturbo.

 

L’approccio psicologico sarà orientato ad aiutare il paziente, cambiando il suo atteggiamento nei confronti delle difficoltà che spesso si incontrano.

Quando il bruxismo è legato a fattori psicologici come lo stress sarà fondamentale ritagliarsi del tempo per rilassarsi, migliorare la qualità del sonno e dedicarsi ad attività che favoriscano entrambi. Un’idea potrebbe essere quella di fare una passeggiata in mezzo alla natura, praticare yoga, farsi un bagno caldo prima di coricarsi per dormire, respirare profondamente, leggere, ascoltare musiche rilassanti e, ove possibile, fare dei massaggi che aiutino il rilassamento muscolare.

Per quanto riguarda i più piccoli, il bruxismo legato a stress può in moltissimi casi essere evitato parlando regolarmente con i ragazzi dei loro sentimenti ed aiutandoli a far fronte allo stress rassicurandoli.

Sarà fondamentale comprendere la causa scatenante e lavorate su questa: ad esempio un bambino che si preoccupa di essere lontano da casa per un primo viaggio potrebbe aver bisogno di essere rassicurato dalla mamma e dal proprio papà.

 

 

Per ulteriori informazioni siamo a vostra disposizione, al prossimo articolo!

 

 

Fonti e bibliografia:

NHS, licensed under the OGL

Bruxism: A Literature Review

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