Gentili pazienti bentrovati.

Spesso parlando di fermenti lattici e probiotici si tende a fare confusione…nell’articolo di oggi cercheremo insieme di fare un po’ di chiarezza !

Prima di tutto è importante sottolineare come i probiotici sono fermenti lattici, ma non tutti i fermenti lattici sono probiotici.

Entrambi sono microorganismi batterici ma i probiotici sono una particolare categoria di fermenti lattici capaci di intervenire sulla flora batterica intestinale, apportando benefici per l’intero organismo. I fermenti lattici non probiotici, invece, non possiedo tale caratteristica e quindi non producono effetti sulla flora intestinale umana.

 

Fermenti lattici.

Per fermenti lattici si intendono quei particolari microorganismi in grado di trasformare chimicamente, ovvero di metabolizzare il lattosio (lo zucchero maggiormente presente nel latte) attraverso un processo chimico. I microrganismi capaci di operare tale trasformazione appartengono in larga misura ai ceppi Lactobacillus, Leuconostoc, Lactococcus,, Pediococcusm e alla specie Streptococcus.

Tali microorganismi si trovano principalmente nel latte e nel formaggio, vengono anche utilizzati per produrre il latte fermentato (yogurt – kefir) e in generate sono molto utilizzati dall’industria alimentare.

Ricordiamo che i fermenti lattici non probiotici non hanno effetti sulla flora batterica intestinale, infatti la trasformazione chimica del lattosio può essere effettuata da diversi ceppi di microorganismi batterici, ma solo alcuni di questi possono eseguire processi realmente utili e benefici per l’uomo: sono i fermenti lattici probiotici di cui si è accennato sopra e di cui parleremo in questo articolo.

Fermenti lattici probiotici.

Per utilizzare la definizione contenuta nelle linee guida dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) i probiotici sono quegli “organismi vivi che, somministrati in quantità adeguata, possono apportare un beneficio alla salute dell’ospite.

Quindi per probiotici intendiamo quei microorganismi vivi (nello specifico batteri) appartenenti a specifici ceppi di batteri lattici (tra i più importanti ricordiamo: Lactobacillus Acidophilus, Lactobacillus Gasseri, Lactobacillus Casei e Bifidobacterium tali batteri sono in grado di giungere vivi nell’intestino e di colonizzare positivamente la mucosa intestinale).

Per semplificare l’azione dei probiotici possiamo dire che questi tengono sotto controllo la proliferazione dei microrganismi nocivi (quindi i batteri cattivi) presenti nel nostro intestino e favorendo una condizione di equilibrio che avrà effetti sulla salute dell’intero organismo. Come spesso sentiamo dire, l’intestino è considerato il nostro secondo cervello e svolge funzioni essenziali: in primis sarà responsabile dell’assorbimento dei nutritivi assunti attraverso l’alimentazione, ma è anche il principale organo immunitario, in quanto ospita il 60% delle cellule immunitarie.

L’interesse verso questi sistemi microbici e la consapevolezza della potenzialità dei probiotici si sono recentemente estese ad altre aree ed esistono a riguardo dati scientifici che sostengo come sia la nostra salute orale, sia alcune patologie (quali diabete mellito) siano strettamente legata alla composizione microbica ed associate alle alterazioni del microbiota.

I probiotici rappresentano sicuramente una nuova e promettente area di ricerca nel campo della salute orale, già solo per il fatto che le specie batteriche probiotiche facciano naturalmente parte della nostra flora batterica orale. Per questo vengono considerati i “batteri amici” più adatti ad essere inseriti in questo ambiente e ad adattarvisi con lo scopo di migliorarne l’equilibrio e lo stato di salute.

La composizione e la consistenza salivare gioca un ruolo importante nel processo di colonizzazione e mantenimento dell’equilibrio eubiotico.

La saliva possiede, infatti, caratteristiche batteriostatiche e battericide.

I batteri in grado di colonizzare l’ambiente orale dovranno essere adattati a specifiche caratteristiche, tra queste ricordiamo:

  • capacità di adesione (dipendente dall’interazione con il substrato),

  • capacità di formare biofilm ,

  • dovrà essere innocuo e sicuro per la nostra salute,

  • dovrà manifestare funzioni atte al miglioramento di essa attraverso azioni locali (inibizione patogeni) o sistemiche (stimolazione immunitaria).

La forza dei probiotici consiste nella loro capacità di competere con le specie batteriche dannose, “sostituendosi” in parte ad essi e diminuendone in questo modo la presenza. Nello specifico, alcuni probiotici possono produrre sostanze antibatteriche (come ad esempio batteriocine, acidi organici, e perossido d’idrogeno) le quali riducono in modo diretto la presenza dei batteri patogeni, ne riducono il numero e ne ostacolano l’attività.

Possiamo giungere alla conclusione che i batteri benefici possono realmente prevenire, e talvolta aiutare a curare, alcuni disturbi e/o patologie del cavo orale come la carie e l’infiammazione parodontale.

 

Flora batterica orale…

 

Uno studio condotto dall’Università di Berlino ha dimostrato come l’utilizzo dei lattobacilli sia in grado di migliorare lo stato di salute della bocca diminuendo il sanguinamento gengivale. L’efficacia dei probiotici sulla salute orale è stata comprovata da diverse ricerche e quindi possiamo affermare che ripopolare la flora batterica potrà aiutare a combattere le infiammazioni orali.

 

La ricerca condotta dall’Università di Berlino è stata eseguita su diversi soggetti: sia adulti sia bambini, i quali hanno assunto ceppi di lattobacilli, bifidobatteri ed altri. I risultati hanno sottolineato come gli indici di placca e sanguinamento gengivale si siano ridotti drasticamente, soprattutto è diminuita in maniera importante l’infiammazione dovuta allo streptococco.


Alle stesse conclusioni è giunta la ricerca sugli effetti dei probiotici sulle gengive condotta dall’Università di Varese. In tale specifico studio, sono stati selezionati 20 pazienti in terapia ortodontica tra gli 11 e i 19 anni (di cui 11 maschi e 9 femmine). Metà di loro ha assunto compresse a base di lattobacilli e l’altra metà un placebo. I risultati hanno dimostrato come lo stato di salute orale dei pazienti che hanno assunto lattobacilli era decisamente migliore rispetto a quelli del secondo gruppo.


L’
uso di probiotici, infatti, risponde a varie caratteristiche tra cui la variazione della risposta immunitaria ed esercita un’azione diretta contro le infezioni grazie alla produzione di acidi lattici o perossido di idrogeno. In più l’efficacia dei probiotici si basa anche sul fatto che i lattobacilli risultano essere in grado di sostituirsi ai batteri nocivi per il mantenimento dell’equilibrio della flora orale.

 

 

Probiotici ed alitosi…

 

Ulteriore caratteristica è che i probiotici intervengono anche sull’alitosi, sopratutto quando questa sia dovuta proprio ad un disequilibrio della popolazione batterica orale.
L’alitosi è spesso prodotta da un disequilibrio della flora orale in favore di batteri anaerobi che producono composti solforosi volatili. In questo senso può essere contrastata da microrganismi che colonizzando il cavo orale possono favorire un riequilibrio. Il probiotico Weissella cibaria, ad esempio, ha la capacità di ridurre la produzione di composti solforosi volatili: assumendo attraverso collutori contenenti tale probiotico si potrà ridurre notevolmente la produzione di solfuro di idrogeno e , di conseguenza limitare l’odore sgradevole.

 

 

 

Probiotici e parodontite…

 

La parodontite può essere definita come una patologia infiammatoria conseguente all’esposizione prolungata dei tessuti parodontali ai batteri patogeni.

I probiotici sono batteri in grado di esercitare effetti benefici sull’organismo e sulle nostra salute orale. Tali benefici sono stati dimostrati in diverse patologie del tratto gastro-intestinale (come ad esempio morbo di Crohn, coliti ulcerative ecc.) e sono stati attribuiti a diversi procedimenti:

  • da un lato, la capacità dei probiotici di regolare e riequilibrare i meccanismi infiammatori;
  • dall’altro, il meccanismo di “rivalità” che si instaura tra probiotici e batteri patogeni e che termina con la prevalenza dei primi sui secondi.

Diversi studi condotti in materia hanno dimostrato l’effetto benefico dei probiotici sulla salute del cavo orale, in particolare sulla diminuzione dei parametri infiammatori della parodontite (tali studi hanno valutato l’effetto di diversi ceppi di probiotici i quali sono stati somministrati con diverse modalità).

Si è giunti alla conclusione che i lattobacilli sono in grado di inibire la proliferazione di patogeni legati allo sviluppo della malattia parodontale, in particolare Porphyromonas gingivalisActinobacillus actinomycetemcomitans e Prevotella intermedia.

Tutto ciò significa che favorire la colonizzazione del cavo orale da parte di alcuni lattobacilli può condurre a ristabilire un equilibrio generale della flora batterica orale nei soggetti che soffrono di infiammazione del tessuto parodontale.

Altro probiotico estremamente utile è il Lactobacillus Reuteri, il quale svolge anche un’azione indiretta: il suo effetto antinfiammatorio sulle cellule della mucosa intestinale avrà come conseguenza una diminuzione dei parametri infiammatori in tutto l’organismo.

 

Ulteriore studio clinico particolarmente interessante è stato quello condotto sull’azione del Lactobacillus casei sullo sviluppo della gengivite.

Da tale ricerca è emerso che la somministrazione di tale probiotico risulta possedere effetti immuno-modulatori reversibili sull’infiammazione gengivale dovuta alla presenza di placca.

 

Gengivite e malattia parodontale si verificano come effetto della presenza di batteri patogeni e determinano un’aumentata espressione di citochine pro-infiammatorie, quindi uno squilibrio. L’applicazione di batteri probiotici può regolare questa risposta infiammatoria e, di conseguenza, migliorare i parametri clinici della malattia parodontale.

 


Alitosi, insorgenza di carie, parodontite e in generale infezioni del cavo orale sono disturbi molto comuni nella popolazione mondiale, le cui cause sono 9 volte su 10 di origine batterica. In tali situazioni l’utilizzo dei probiotici può migliorare notevolmente la situazione orale con molte meno controindicazioni rispetto ad alcune cure farmacologiche.

Lo sapevi che?

Anni fa è stato inventato il gelato probiotico, il bio gelato contenente Bifidobacterium lactis e Lactobacillus acidophilus, fermenti lattici in grado di ridurre nella saliva i livelli di alcuni microrganismi associati alla carie (tra cui lo Streptococcus mutans, ossia il principale batterio associato alla carie, che agisce formando sui denti la placca dentale e converte gli zuccheri in acidi che attaccano lo smalto dei denti).

In più il gelato consente di conservare l’azione dei microorganismi probiotici, infatti, il freddo agisce come conservante naturale mantenendo intatte le proprietà vitali dei probiotici.

Quindi che si preferisca in cono o in coppetta, alla fragola o al cioccolato, lo spuntino più amato dell’estate potrà rivelarsi prezioso alleato della nostra salute orale e dei nostri denti ( ovviamente se ricco di probiotici!).

Per qualsiasi chiarimento o per curiosità rimaniamo come sempre a Vostra disposizione!

Menu