Gentili pazienti bentrovati.

Nell’articolo di questa settimana scopriremo vari aspetti dell’occlusione dentale, su come influisce sulla crescita di cranio e faccia e di come determini la fisionomia del volto.

Il rapporto tra malocclusione, postura corporea e disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM) è un argomento su cui si susseguono da anni studi e ricerche nella comunità scientifica.

In generale possiamo sostenere che esista una relazione tra caratteristiche occlusali e posturali e, in molti casi, alcuni disturbi dell’ATM risultano essere conseguenti ad anomalie occluso-posturali.

 

Ma partiamo dal concetto di…

OCCLUSIONE…

Ogni volta in cui stringiamo i denti si realizza quella che viene chiamata occlusione dentale.

Contale termine si intende la disposizione (allineamento) che, in modo naturale, si crea tra l’arcata superiore e quella inferiore quando si chiude la bocca. Un soggetto con una corretta occlusione mostrerà un bilanciamento tra la posizione della mandibola e della mascella, mentre per molti individui questo equilibrio non esiste.

 

In questo caso di parlerà di malocclusione (quindi di un’occlusione scorretta) che potrà avere risvolti negativi come:

  • Disturbi masticatori,
  • Problemi all’articolazione
  • Problemi nella deglutizione,
  • Tensioni muscolari: dolori cervicali e mal di testa,
  • Effetti negativi sulla postura.

Quindi abbiamo compreso cosa si intende per occlusione dentale, vediamo ora come questa sia in grado di influenzare il nostro benessere, comportando squilibri anche “lontani” dal cavo orale.

Prima di tutto abbiamo avuto modo di sottolineare come la presenza di una malocclusione sia in grado di causare disturbi e dolore sia ai muscoli masticatori, sia alle articolazioni dell’ATM.

La posizione che assumiamo quando chiudiamo la bocca è stabilita dai nostri denti: l’unico modo in cui possiamo chiudere la bocca è quello in cui denti superiori ed inferiori trovano il loro “incastro”, l’uno sull’altro.

Ricordiamo come in condizioni ideali l’arcata dentale superiore è posizionata leggermente più avanti rispetto a quella inferiore; in questo modo le cuspidi (ossia le punte dei denti) trovano il loro posto nei solchi del dente corrispondente opposto.

In moltissimi casi, però, la posizione della parte inferiore (ossia della mandibola) rispetto a quella superiore (mascella) non risulta essere corretta.

Quindi ci si potrebbe ritrovare in una situazione in cui gli elementi dentali risultano “incrociarsi” in una posizione che potrebbe essere non quella giusta a livello mandibolare (risultando eccessivamente avanti o indietro).

In condizioni fisiologiche le due arcate dentarie combaciano in modo armonico ed equilibrato, svolgendo correttamente sia le funzioni masticatorie sia quelle fonetiche.

Al contrario, la malocclusione potrà comportare disarmonie (funzionali e fisiologiche) in grado di porre in essere effetti estremamente negativi sul nostro benessere generale. Risulta importante ricordare a riguardo come una scorretta occlusione destabilizzi anche altri aspetti della nostra salute (non solo orale) come ad esempio: mal di schiena, mal di testa e disturbi cervicali.

 

 

 

Origine dell’occlusione dentale…

 

Prima causa dell’occlusione scorretta è il carattere ereditario: nella maggior parte dei casi la malocclusione è tramandata a livello genetico di generazione in generazione.

In altri casi, quando la malocclusione non è legata a fattori genetici, viene correlata a determinate patologie o ad atteggiamenti scorretti adottati dal soggetto.

A riguardo ricordiamo:

  • Suzione del pollice, del ciuccio, del biberon in età infantile (cioè dai 3 anni in su),
  • Suzione di penne e biro
  • Respirazione orale (sindrome delle apnee ostruttive del sonno, presenza di adenoidi, tonsille gonfie)
  • Mancanza di uno o più elementi dentali
  • Interventi dentali scorretti o mal eseguiti (come ad esempio otturazioni, corone ed impianti dentali che alterano l’occlusione dentale)
  • Bruxismo
  • Denti scheggiati e non ricostruiti
  • Altro (Artrite reumatoide, fratture ossee, tumori, ecc.)

 

 

Come si manifesta, e quali sono i sintomi generali di una malocclusione?

 

La malocclusione può comportare diverse conseguenze (e di diversa gravità, in base alla situazione) tra cui ricordiamo:

 

  • Disturbi masticatori
  • Mal di testa
  • Irregolarità nei lineamenti del viso
  • Disturbi della fonazione
  • Effetti negativi per la nostra colonna vertebrale (e conseguenti mal di schiena e/o torcicollo)
  • Rischio di soffrire di apnee notturne (in quanto aumenta la tendenza a respirare con la bocca aperta)
  • Disturbi dell’ATM (articolazione temporo-mandibolare)
  • Disturbi otorinolaringoiatrici (come ad esempio: otalgia, cioè il mal di orecchie)
  • Problemi estetici
  • Acufeni, vertigini

 

 

Tra i vari aspetti in cui si manifesta un problema di occlusione ricordiamo invece: sovraffollamento dei denti (al quale sarà direttamente connesso l’aumento del rischio di sviluppare carie, soffrire di gengivite, di malattia parodontale, ecc.), alterazioni della dimensione della mascella (che risulterà essere sproporzionata rispetto ai denti), differenza della dimensione di un’arcata rispetto all’altra, morso inverso, ecc.

 

CLASSIFICAZIONE DELLE VARIE OCCLUSIONI…

 

A seconda delle sue caratteristiche l’occlusione viene classificata in:

 

  • I CLASSE (o normo-occlusione), in questo caso, come si può osservare dalla foto, la chiusura delle arcate dentarie è tendenzialmente normale.

I denti dell’arcata superiore sovrastano leggermente quelli inferiori ed è l’occlusione maggiormente diffusa.

  • II CLASSE, l’occlusione in questo caso è irregolare per il fatto che i denti dell’arcata superiore in senso latero-posteriore risultano più avanti del normale, andando oltre quelli dell’arcata inferiore, stessa cosa vale per la mascella, la quale risulta sovrastare la mandibola.
  • III CLASSE (anche detta prognatismo), in questo caso gli elementi dentali e/o le ossa dell’arcata inferiore risultano essere più avanti rispetto all’arcata superiore, come nella foto.

Strettamente legato al discorso delle occlusioni risulta essere il discorso sui vari tipi di morso. Potrà a riguardo parlarsi di: morso profondo (gli incisivi superiori coprono eccessivamente quelli inferiori, mentre i molari chiudono in maniera corretta), morso incrociato (alcuni elementi dell’arcata inferiore coprono i denti dell’arcata superiore), morso aperto (la posizione dei molari risulta essere allineata e corretta, ma gli incisivi non si sovrappongono ed i denti anteriori delle due arcate non si toccano).

 

 

In base a quanto detto risulta chiaro come alcune malocclusioni siano immediatamente evidenti, e come altre si notino solo effettuando una visita professionale dal proprio odontoiatra di fiducia.

Il professionista effettuerà un controllo della mandibola e dell’occlusione, sia chiedendo al paziente di aprire, chiudere, mordere e serrare i denti per controllare sia il morso sia l’occlusione delle arcate dentarie.

 

 

 

 

 

 

Per ulteriori accertamenti potranno utilizzarsi test diagnostici specifici, tra cui:

  • Impronte, per riprodurre un modello in gesso delle arcate dentarie del paziente.
  • Risonanza magnetica
  • Fotografie intra ed extra- orali
  • Radiografie sia delle arcate dentarie, sia di testa/cranio per verificare la gravità di un’occlusione
  • Elettromiografia (effettuata con un apposito strumento: il Teethan. Con esso sarà possibile valutare rapidamente la condizione occlusale del paziente, senza ricorrere a strumenti invasivi. Teethan è in grado di elaborare un report digitale sulla condizione occlusale del paziente)*.
  • Analisi clinica del paziente

 

 

Una volta diagnosticata, riconosciuta e classificata la malocclusione sarà necessario procedere, ed il vostro odontoiatra di fiducia saprà orientarvi verso la cura più adatta ed efficace al vostro caso concreto.

In alcuni casi non sarà richiesto un vero e proprio intervento, mentre in altri casi sarà necessario intervenire in modo specifico per risolvere la situazione (soprattutto in caso di malocclusione grave).

 

In base all’entità della malocclusione i trattamenti possibili potranno essere:

 

  • In caso di malocclusione lieve o moderata sarà sufficiente correggere le abitudini erronee (ad esempio utilizzando una placca di svincolo notturna per limitare gli effetti negativi del bruxismo, evitare di succhiare il pollice o il biberon e correggere la deglutizione atipica)
  • In altri casi potrà rendersi necessario intraprendere terapie ortodontiche (sia fisse, sia mobili ed Invisaling per correggere la posizione degli elementi dentali)
  • Procedere con l’estrazione dentaria di elementi che potrebbero compromettere l’occlusione o che sono causa del sovraffollamento (tipico caso è l’estrazione dei denti del giudizio) e poi procedere col trattamento ortodontico
  • Utilizzo di particolari apparecchi BIO-ATTIVATORI in grado, tramite i principi dell’elastodonzia, di orientare le forza che interessano la nostra bocca
  • Terapia protesica e/o implantare (volta a riottenere la corretta dimensione verticale, compensare le lacune dentarie per evitare mal-posizionamenti linguali e per ripristinare la corretta funzione masticatoria bilanciata su entrambi i lati)
  • Nei casi più gravi, invece, si renderà necessario procedere con interventi chirurgici specifici volti a ripristinare e rimodellare l’occlusione dentale.

 

 

I problemi occlusali e di allineamento vengono trattati in maniera semplice e veloce quando intercettati precocemente, quindi in età infantile/adolescenziale (questo per via della plasmabilità ossea e della rapidità con cui i denti si spostano), mentre nell’adulto tale trattamento risulterà essere un po’ più lungo ed articolato.

 

Occlusione e postura…

L’occlusione dentale ha un’importante influenza anche sulle articolazioni temporo-mandibolari, cioè quella parte di mandibola che si articola con il cranio. La mandibola gioca un ruolo fondamentale, in quanto risulta fungere da “conformatore” cranico (il quale si adegua alla funzione masticatoria da cui dipende quella mandibolare).

Possiamo sostenere con certezza che le disfunzioni occlusali (specificatamente mandibolari) in grado di interferire sulla postura risultano essere quelle che determinano una masticazione scorretta (ad esempio monolaterale) ed un occlusione irregolare. Al contrario, esistono anche posizioni posturali assunte che, sul lungo periodo, possono compromettere il funzionamento dell’ATM (articolazione temporo-mandibolare) o sviluppare una malocclusione.

 

 

 

 

 

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https://teethan.com/

https://drfedericopalermo.it/biomeccanica-mandibolare/

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