Gentili pazienti, bentrovati.

Nel seguente articolo analizzeremo l’importanza di una diagnosi precoce di diabete e malattia parodontale tramite lo screening effettuato dal diabetologo e dal vostro studio dentistico di fiducia.

Ormai è risaputo quanto le suddette patologie abbiano un’influenza reciproca, ed è proprio per questo motivo che risulta fondamentale porre in essere raccomandazioni e diverse modalità di prevenzione per entrambe. A tal proposito sarà fondamentale che gli esperti (in questo specifico caso diabetologo ed odontoiatra) lavorino in modo coordinato: l’odontoiatra dovrà durante la visita odontoiatrica effettuare uno screening per individuare la presenza di diabete e, allo stesso modo, il diabetologo durante la visita dovrà effettuare uno screening sulla salute gengivale e grado di infiammazione del paziente.

La Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SidP), la Società Italiana di Diabetologia (SID) e l’Associazione Medici Diabetologi (AMD) hanno emesso a riguardo uno specifico documento congiunto, incentrato sulla diagnosi precoce di malattia parodontale e diabete, per sensibilizzare i vari professionisti su questo approccio alla salute non circoscritto alla propria specifica area di competenza.

Vediamo nello specifico com’è strutturato il protocollo incentrato sulla diagnosi precoce…

Punto centrale di tale documento sarà porre le domande corrette al paziente durante la visita (sia essa odontoiatrica, sia essa dal diabetologo) al fine di comprendere come procedere.

L’odontoiatra, notando uno stato di infiammazione gengivale pronunciato, potrà ritenere opportuno approfondire lo stato di salute del paziente, suggerendogli di effettuare il test della glicemia; allo stesso modo il diabetologo dovrà avvisare il paziente del rischio di sviluppare la malattia parodontale a causa del diabete e prestare particolare attenzione allo stato di salute di denti e gengive (domandando al paziente se nota sanguinamento gengivale, mobilità dentale, irritazione, gonfiore, se si notano stati di secchezza orale, comparsa di macchie biancastre, ecc.) motivando ed  invitando il paziente ad effettuare una visita di controllo odontoiatrico per monitorare salute di denti e gengive.

 

Eccovi di seguito parte del documento congiunto…

“I parodontologi possono svolgere un ruolo chiave nell’intercettazione delle persone ad alto rischio di sviluppare diabete e nella diagnosi precoce di questa malattia in coloro che non sanno di esserne affetti: da oggi c’è uno strumento condiviso per riuscirci, grazie al nuovo documento congiunto SIdP – AMD – SID che stabilisce le regole per lo screening.

L’odontoiatra può identificare i pazienti che dovrebbero essere sottoposti alla valutazione del glucosio nel sangue semplicemente rivolgendo loro poche domande. È opportuno che si sottopongano al test per la glicemia tutti gli over 45 con parodontite che da oltre 3anni non controllano i livelli di zuccheri nel sangue e tutti i pazienti con indice di massa corporea superiore a 25, quindi in sovrappeso od obesi, che abbiano almeno uno fra fattori di rischio come ad esempio la familiarità per diabete di tipo 2, l’ipertensione o una terapia antipertensiva in corso, il colesterolo HDL basso e/o i trigliceridi alti, la sedentarietà. Nelle donne, sono fattori di rischio il parto di un neonato di oltre 4 chili o la sindrome dell’ovaio policistico. Altrettanto importante fare attenzione, durante la visita, a sintomi riferiti dal paziente e indicativi di diabete come polidipsia e poliuria, infezioni genito-urinarie ricorrenti, calo di peso e astenia”.

 

“La malattia parodontale va certamente annoverata tra le patologie cui le persone con diabete sono, relativamente ai non diabetici, maggiormente predisposte.                                                                                 Può essere in effetti considerata una delle complicanze della malattia diabetica. Un primo screening della malattia parodontale (sia anamnestico che ispettivo) deve certamente far parte della visita diabetologica ma, soprattutto, la persona con diabete va educata anche dal diabetologo alla igiene della bocca ed incoraggiata a sottoporsi con regolarità a sedute di igiene orale”.

“Diabete e parodontite sono due condizioni strettamente correlate. Il diabete può associarsi ad un aumento della gengivite e parodontite cronica, con un rischio per la persona con diabete fino a 2-3 volte maggiore rispetto ad una persona che non ne è affetto

 “La parola d’ordine è ancora una volta prevenzione. Tramite interventi di screening sarà possibile orientare quei soggetti che ignorano la propria condizione ad una diagnosi precoce di diabete con l’obiettivo di intervenire tempestivamente e ridurre i rischi complicanze. La collaborazione avviata insieme a SIdP e SID conferma l’importanza di realizzare un’assistenza quanto più integrata a tutela della salute delle nostre persone”.

 

Oltre al suddetto documento congiunto rivolto ai medici odontoiatri e diabetologi, è stato anche redatto e firmato un decalogo rivolto ai pazienti.                                                                Tale documento verrà distribuito dai diabetologi e sarà incentrato sulla prevenzione e gestione della salute orale (come controllo dei fattori di rischio del diabete e per migliorare la gestione metabolica).

Eccone un accenno…

“Il biofilm orale, la dieta, il tabacco e, in parte, l’alcool rappresentano i principali fattori di rischio per le malattie del cavo orale ma tabacco, dieta e alcool sono alla base delle principali malattie croniche non trasmissibili, fra cui il diabete.                                                                                                         Gli odontoiatri, promuovendo interventi di lotta ai fattori di rischio per le malattie della bocca, attuano un approccio denominato di “contrasto al rischio comune”: in pratica i benefici delle loro iniziative preventive si spalmano non solo sulla tutela della salute del cavo orale ma anche sulle condizioni extra-orali che riconoscono i medesimi fattori di rischio”.

 

Perché una diagnosi precoce risulta così importante?

La risposta a questo interrogativo è multipla.

In primo luogo sarà sicuramente legata all’elevata diffusione di entrambe le patologie: malattia parodontale (o comunque situazioni di infiammazioni gengivali) e diabete riguardano oltre 12 milioni di italiani. Quindi una tasso di diffusione molto importante.

In secondo luogo i pazienti affetti da malattia parodontale (che ad oggi si aggirano a circo 8 milioni) mostrano una percentuale del 20% di probabilità in più rispetto ad un soggetto con gengive sane di sviluppare il diabete.

Al contrario i soggetti diabetici (oltre 4 milioni solo in Italia) mostrano tra le complicanze legate alla patologia diabetica la malattia parodontale (anche definita come “sesta complicanza del diabete”).

Infine ricordiamo come il diabete (nello specifico il diabete di tipo 2) può rimanere a lungo asintomatico, per questo la diagnosi richiede necessariamente un atteggiamento proattivo (cioè di ricerca della malattia attraverso le procedure di screening).

Considerata la grande importanza e l’elevata diffusione di entrambe le patologie sarà essenziale porre in essere strategie sanitare volte a migliorare l’intervento di screening e diagnosi precoce di entrambe le malattie per ridurne le complicanze e per salvaguardare maggiormente la salute dell’individuo.

Un approccio multidisciplinare di parodontologo e diabetologo agirà proprio in questa direzione: limiterà la comparsa di nuovi casi di diabete nei soggetti a rischio e contrasterà la progressiva evoluzione delle varie complicanze legate a diabete e piorrea.

Entrambi i medici dovranno informare il paziente sull’associazione e correlazione delle due patologie.

Partiamo da un dato: possediamo ad oggi delle solide evidenze scientifiche che dimostrano quanto nei soggetti affetti da parodontite vi sia un controllo glicemico peggiore rispetto ai soggetti non diabetici con parodontite. In altre parole emerge quanto la salute parodontale sia fondamentale anche per il controllo del diabete stesso.

 

Ruolo dell’odontoiatra e del diabetologo.

 

L’odontoiatra dovrà spiegare al paziente che la malattia parodontale sarà strettamente correlata allo sviluppo di malattie sistemiche (cardiovascolari, reumatologiche, metaboliche), che agirà sui livelli di pH (favorendo uno stato di acidosi metabolica di basso grado), sullo sviluppo di Alzheimer e demenza senile, sul diabete, sullo scorretto funzionamento del sistema immunitario. In caso di malattia parodontale, l’odontoiatra, dovrà anche invitare il paziente ad effettuare specifici esami ed effettuare accertamenti per monitorare lo stato di salute generale e non solo orale. Infine dovrà tenere presenti le concomitanti terapie farmacologiche del paziente diabetico (come ad esempio assunzione di Cardioaspirina, statine, beta bloccanti) valutando le possibili implicazioni che hanno nei trattamenti odontoiatrici che verranno effettuati.

Al contrario, il diabetologo dovrà fornire al paziente corrette informazioni sulla corrispondenza biunivoca che lega diabete e malattia parodontale.

Dovrà informare il paziente diabetico del maggior rischio legato sia ad altre patologie sistemiche (tra cui complicanze cardiovascolari, renali, oculari, ecc.) sia di sviluppare la malattia la parodontale.

Durante la visita diabetologica, sarà opportuno che l’esperto valuti la presenza di determinati sintomi (perdita parziale di elementi dentali, mobilità dentale, sanguinamento delle gengive, gonfiore gengivale, ecc.) e, nel caso in cui dovesse notare una situazione orale anormale invitare il soggetto ad approfondire la situazione tramite una visita di controllo odontoiatrico, sottolineando l’importanza di effettuare controlli periodici della salute orale.

Spiegare al paziente quanto un buono stato di salute orale possa incidere in modo positivo sul controllo glicemico e sull’andamento del diabete. Infine il diabetologo dovrà consegnare al paziente il decalogo della SIdP descritto poc’anzi, contenente i punti fondamentali per una corretta prevenzione.

 

 

Conclusioni…

Dall’articolo di questa settimana risulta estremamente chiaro quanto diabete e malattia parodontale siano legate e quanto si influenzino a vicenda (sia nella fase di insorgenza, sia nello sviluppo e nel peggioramento). Altrettanto chiaro è il ruolo assunto dai medici odontoiatri e diabetologi i quali dovranno collaborare e diventare compartecipi nell’identificare sintomi e nella diagnosi precoce di entrambe le patologie.

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Fonte

http://www.odontoiatria33.it/approfondimenti/20771/diabete-e-parodontite-diagnosi-precoce-attraverso-lo-screening-in-studio.html?xrtd=

 

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