Gentili pazienti bentrovati….

Il 14 novembre rappresenta una ricorrenza importante in ambito sanitario, in quanto è la giornata mondiale del diabete.

Ma anche in ambito odontoiatrico è un giorno importante, in quanto esiste un’importante correlazione tra la malattia parodontale ed il diabete.

Prima cosa importante da dire è l’influenza reciproca delle due patologie: il soggetto diabetico presenta un rischio notevolmente maggiore di soffrire di gengivite o di parodontite, dall’altro lato, uno stato avanzato di malattia parodontale potrebbe avere un’influenza negativa sul controllo glicemico.

Ricordiamo come la malattia parodontale sia tra le malattie più diffuse a livello mondiale (occupando il sesto posto) ed alcuni recenti dati dichiarano che questa affligga circa 800 milioni di individui e, purtroppo, risulta essere in continuo aumento.

Spostando l’attenzione a livello nazionale possiamo meglio renderci conto della diffusione di tale patologia pensando che quasi 1 italiano su 2 ne soffre e che risulta essere la causa principale di perdita di elementi dentali a livello mondiale.

 

Ma vediamo nei dettagli le due patologie…

Diabete.

 

 

Cos’è il diabete?

Il diabete (anche detto diabete mellito) è una malattia metabolica dovuta ad un calo di attività dell’insulina, cioè di un particolare ormone prodotto da specifiche cellule beta della isola di Langerhans del pancreas fondamentale per mantenere nella norma i livelli di zucchero nel sangue (glucosio).

Una caratteristica clinica del diabete è l‘iperglicemia, ossia un’elevata concentrazione di glucosio nel sangue, a cui spesso vengono associate ulteriori complicanze, spesso di origine vascolare (ad esempio: la macro-angiopatia, una forma di aterosclerosi; la micro-angiopatia, cioè un’alterazione a carico della circolazione sanguigna nei piccoli vasi arteriosi).

Come accennavo l’iperglicemia è risultante di varie alterazioni a carico dell’insulina che possono essere dovute a:

  • Scarsa disponibilità di insulina (è presente meno insulina di quanto ne sia necessaria all’organismo per funzionare correttamente),
  • Scorretta azione dell’insulina (in questo caso l’insulina è presente, ma l’organismo non è in grado di utilizzarla nel modo corretto),
  • Entrambi: la quantità di insulina non è sufficiente e, in più, vi sono delle difficoltà nel funzionamento.

 

Vari tipi di Diabete…

Ad oggi esistono varie tipologie di diabete mellito e la comunità scientifica si è preoccupata di raggruppare in modo completo questi diversi tipi e di fornire una classificazione (valida a livello internazionale) del diabete che lo distingue in 3 grandi gruppi:

  • Diabete mellito di tipo 1.

Esso comprende la maggior parte delle forme diabetiche immuno-mediate. In questo gruppo la causa comune di base risulta essere un malfunzionamento del sistema immunitario (cioè la speciale barriera del nostro corpo per difendersi da batteri e virus). Esso riconosce come estranee le cellule beta pancreatiche delle isole di Langerhans, le aggredisce e le distrugge; di conseguenza vi saranno dei problemi nel sistema di produzione dell’insuline e la conseguente insulina creando scompensi di livelli di glucosio nel sangue.

In breve: la causa del diabete di tipo 1 è una ridotta disponibilità di insulina, dovuta alla perdita, per distruzione, delle cellule pancreatiche deputate alla produzione di questo ormone.

 

Essendo implicato il sistema immunitario, il diabete mellito di tipo 1 rientra al 100% tra le malattie autoimmuni.

 

  • Diabete mellito di tipo 2.

All’interno di questa categoria sono comprese tutte le forme di diabete legate ad un deficit di secrezione dell’insulina (da parte delle cellule beta pancreatiche delle isole di Langerhans) e di resistenza dei tessuti dell’organismo all’azione dell’insulina (tale condizione viene anche definita insulino-resistenza). Queste due alterazioni possono agire singolarmente oppure, come spesso accade, si verificano entrambe e l’effetto finale risulterà essere una condizione di iperglicemia.

Semplificando: le possibili cause del diabete di tipo 2 risultano essere il graduale declino della capacità delle isole di Langerhans di produrre l’insulina e l’impassibilità dei tessuti all’azione dell’insulina.

 

  • Il diabete gestazionale.                                                     

In quest’ultimo gruppo vengono comprese le forme di diabete conseguenti alla gravidanza, essendo un possibile effetto degli sconvolgimenti ormonali che caratterizzano lo stato di gravidanza. Solitamente si tratta di un fenomeno transitorio che sparisce al termine della gravidanza (solo in rarissimi casi può trasformarsi in diabete di tipo 2). In base ai dati raccolti sappiamo che tale tipo di diabete colpisce circa l’8% della popolazione femminile.

 

Ricordiamo come la caratteristica che accomuna tutte le suddette tipologie di diabete mellito è l’iperglicemia, ossia l’alta concentrazione di glucosio nel sangue.

All’interno delle prime due categorie (“diabete di tipo 1” e “diabete di tipo 2”) sono ricomprese anche ulteriori forme diabetiche legate a:

  • eredità genetica (malfunzionamento o difetti genetici delle cellule beta pancreatiche delle isole di Langerhans,
  • sindromi genetiche (come ad esempio: Sindrome di Down, sindrome di Turner, sindrome di Klinefelter, ecc.) ,
  • infezioni virali (conseguenti ad esempio alla rosolia, al citomegalovirus),

 

Vediamo quali risultano essere i fattori di rischio (sia genetici, sia ambientali) del diabete mellito (sia di tipo 1, sia di tipo 2):

  • Ereditarietà e predisposizione genetica,
  • Cattive abitudini alimentari, dieta ricca di zuccheri semplici,
  • Sovrappeso e obesità,
  • Sedentarietà,
  • Aver contratto alcuni particolari virus,
  • Ipertensione,
  • Livelli bassi del colesterolo “buono” (ossia l’HDL), ma alti livelli di trigliceridi,

 

 

 

 La Parodontite (o piorrea)

La malattia parodontale è una patologia infiammatoria cronica, che interessa i tessuti di sostegno del dente, (gengive, osso alveolare e legamenti parodontali) causata da particolari batteri che sono presenti nella nostra bocca.

Vediamo quali sono i principali sintomi della malattia parodontale: sanguinamento gengivale, ipersensibilità, mobilità dei denti, alitosi, retrazione gengivale, impressione di vedere i denti “più lunghi”, ecc.

E’ fondamentale non sottovalutare tali sintomi, per agire in fretta ed evitare un peggioramento o, nei casi più avanzati, una cronicizzazione del problema.

Le cause principali dell’insorgenza della malattia parodontale risultano essere:

  • Scarsa igiene orale e conseguente accumulo di placca batterica e tartaro,
  • Predisposizione genetica,
  • Cattive abitudini (fumo),
  • Stile di vita non sano e dieta disequilibrata,
  • Stress eccessivo

La parodontite (o malattia parodontale) è la prima causa di perdita dei denti, creando scompensi nello svolgimento della funzione masticatoria, di quella fonatoria e creando anche disagi dal punto di vista estetico-sociale.

 

Recenti e numerosi studi hanno confermato una stretta relazione tra diabete e parodontite; tra questi è fondamentale sottolineare come germi e batteri siano in grado di moltiplicarsi molto più velocemente in presenza di maggiori quantità di glucosio (gli zuccheri risultano essere il miglior alleato per la proliferazione di batteri).

 

Passiamo ora ai rapporti intercorrenti tra le due patologie e ricordiamo:

 

  • Chi soffre di diabete ha un rischio tre volte superiore di ammalarsi di parodontite,
  • Chi soffre di parodontite ha un’elevata tendenza a sviluppare il diabete,
  • I soggetti diabetici (specialmente quelli privi di un controllo glicemico accurato) soffrono di gengivite e parodontite più frequentemente (oltre che in maniera più grave) in confronto a soggetti non diabetici,
  • La prevalenza del diabete mellito aumenta con l’età e, indicativamente, raggiunge il picco nella popolazione di età attorno ai 70 anni, anche la prevalenza della parodontite aumenta con l’aumentare dell’età,
  • Diabete (ne soffrono circa 3,9 milioni di italiani) e Parodontite (oltre 8) e risultano essere entrambe malattie infiammatorie croniche e correlate,
  • Entrambe le patologie presentano elevate percentuali di casi non diagnosticati,
  • La relazione tra malattia parodontale ed il diabete è talmente frequente che alcuni studiosi definiscono la parodontite come la “sesta complicanza del diabete”,
  • I soggetti diabetici mostrano un’alterata risposta infiammatoria,
  • Ildiabete aggrava la parodontite e questa, a sua volta, compromette il controllo glicemico,
  • La prevalenza della malattia parodontale nei soggetti affetti da diabete è doppia rispetto ad un soggetto sano
  • Nei soggetti con diabete di tipo 2 (cosiddetto dell’adulto o non insulino-dipendente) in presenza di parodontite moderata/grave è più frequente macroalbuminuria (ossia la significativa presenza di albumina in tracce nell’urina ed indicatore precoce di diabete) ed insufficienza renale terminale.

 

Tra le recenti scoperte vi sono anche quelle che ipotizzano un’associazione a due direzioni tra le suddette patologie.

Nello specifico il controllo di placca batterica, biofilm e fattori infiammatori orali contribuiscono notevolmente sul livello di controllo glicemico, in quanto alcune molecole pro-infiammatorie prodotte nelle zone colpite da parodontite sono in grado di favorire processi di insulino-resistenza.

 

Ricordiamo inoltre come sia ormai assodato che gli effetti della parodontite vadano al di là del cavo orale: risulta essere certo che si verifichi una trasmissione dei batteri e dei mediatori dell’infiammazione parodontale, in grado di incrementare lo sviluppo di altre malattie sistemiche (come ad esempio diabete, arteriosclerosi, artrite reumatoide ed altre infezioni).

In più sappiamo che la malattia parodontale è un indicatore di rischio per il controllo del diabete e che la diagnosi precoce del (pre) diabete promuove il trattamento della parodontite.

Per tutti questi motivi risulta fondamentale aumentare la conoscenza relativa ad una corretta diagnosi della parodontite ed inoltre aumentare la consapevolezza dei professionisti e dei pazienti sulle strette relazioni fra salute parodontale e salute generale.

Il Ruolo del Dentista…

Attraverso la visita di controllo di denti e gengive col vostro odontoiatra di fiducia potranno rilevarsi importanti segni e sintomi che potranno far sospettare la presenza di diabete.

Nei casi sospetti il vostro dentista potrà consigliarvi alcuni esami specifici ed una visita professionale con un diabetologo. Oltre a questo il dentista dovrà stimolare il paziente a proseguire con un’accurata igiene orale domiciliare, a sottoporsi a costanti sedute di igiene orale professionale ed invitare il paziente a condurre uno stile di vita equilibrato oltre che una dieta sana.

 

Concludiamo ricordando come il diabete imponga grande attenzione per l’igiene orale.

I pazienti diabetici dovranno sottoporsi a controlli e sedute d’igiene orale professionale con maggiore frequenza (il periodo può variare da tre a sei mesi) e dovranno seguire scrupolosamente le indicazioni fornite dal proprio igienista.

 

 

LO SAPEVI CHE?

La GMD (Giornata Mondiale del Diabete) è stata creata dalla federazione internazionale del diabete (IDF) e dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1991 in risposta alla crescente sfida alla salute posta dal diabete. Essa si tiene ogni anno il 14 novembre che corrisponde alla data di nascita di Frederick Banting (il co-scopritore dell’insulina con Charles Best nel 1922).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonti:

https://www.diabeteitalia.it/gmd/

https://www.sidp.it/progetti/www.periomedicine.it/?f=https://www.sidp.it/progetti/www.periomedicine.it/parodontite/diabete/index.html
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