Gentili pazienti bentrovati.

In questo articolo scopriremo insieme cosa sono le tasche parodontali ( o comunemente dette gengivali), perché si formano e quale sia la cura più indicata per limitarne gli effetti negativi.

Per semplificare possiamo dire che la tasca parodontale sia un aumento di profondità del solco gengivale. Tale solco gengivale può essere paragonato ad un canale stretto e poco profondo (concretamente la sua profondità può variare da 1 a massimo 3 millimetri) che si trova ai lati del dente e delimitato da un lato dalla superficie dell’elemento dentale e dall’altro dal margine gengivale.

 

Cosa sono le tasche parodontali e perché si formano.

Come accennavo poc’anzi, le tasche gengivali sono prodotte da un aumento del solco gengivale.

In una situazione normale tale solco è misura da uno a tre millimetri di profondità, ma in presenza di parodontite può raggiungere e, nei casi più gravi, superare i quattro millimetri.

 

In questa specifica situazione patologica, l’aumento di profondità del solco gengivale porterà alla formazione di una tasca, detta appunto, tasca gengivale.

Le cause di tale fenomeno sono da ricercare in primis nel deposito batterico di placca: nel caso in cui questa non venga accuratamente rimossa provocherà l’infiammazione dello strato di epitelio sulcare, il quale per difendersi tenderà a ritirarsi migrando più in basso e causando la perdita di attacco .

I batteri in biofilm presenti all’interno della placca provocano gengivite. Tale patologia si manifesta attraverso sanguinamenti gengivali (anche a seguito del semplice spazzolamento) e la prima reazione del tessuto gengivale da questa colpito è allontanarsi dalla sua sede originaria, ritirandosi e causando un aumento della sensibilità e, nei casi più gravi, l’esposizione della radice dell’elemento dentale.

Conseguenza della gengiva che si allontana dal dente sarà il riassorbimento osseo e la formazione di tasche ossee in cui si accumulerà più facilmente la placca ( che se non rimossa si calcificherà diventando tartaro).

E’ risaputo che la presenza di placca e tartaro sotto-gengivale è responsabile della progressione della malattia parodontale.

I batteri non rimossi da denti e gengive si insedieranno all’interno delle tasche parodontali e produrranno sostanze (che possono sopravvivere anche in assenza di ossigeno) in grado di uccidere gli osteoblasti (ossia le cellule adibite alla riproduzione dell’osso) provocando danni alle strutture di sostegno del dente (parodonto).

Si assisterà, quindi, ad un’infezione del parodonto e di conseguenza ad un riassorbimento osseo il quale produrrà un aumento della mobilità degli elementi dentali (tale aspetto non è assolutamente da sottovalutare, in quanto se non si dovesse provvedere ad un tempistico ed opportuno intervento si rischierà di perdere i denti sani).

Il rischio di caduta del dente non è quindi dovuto alla tasca gengivale in sé, quanto piuttosto risulta essere legato al riassorbimento osseo che avviene in assenza di un trattamento che elimini placca e tartaro,ossia la causa dell’infezione batterica.

Abbiamo detto che la nascita di tasche parodontali è legata principalmente alla presenza di placca batterica, ma vediamo quali sono le altre cause del formarsi di una tasca dentale :

  • il fumo,
  • lo stress (una tra le principali cause di abbassamento di difese immunitarie),
  • la disbiosi intestinale (un intestino sano è fondamentale per il mantenimento di gengive in salute)
  • la gravidanza,
  • gli squilibri ormonali,
  • le terapie farmacologiche (come ad esempio l’assunzione di antidepressivi, farmaci contenenti cortisone, farmaci per l’ipertensione, ecc),
  • la carenza di alcune vitamine ( ad esempio C e K),
  • predisposizione genetica,
  • presenza di patologie sistemica ( come ad esempio il diabete, acidosi metabolica, infiammazione di basso grado, disbiosi intestinale).

 

Risulta quindi evidente come la prevenzione sia fondamentale per ridurre in modo significativo l’insorgenza di tale patologia. L’arma migliore per prevenirla risulterà essere una corretta igiene orale.

 

 

Quali sono i principali sintomi delle tasche parodontali?

Prima di tutto bisogna sottolineare una caratteristica della parodontite: cioè che (purtroppo) i suoi sintomi sono quasi impercettibili nella fase iniziale della patologia, mentre proseguono in modo accelerato quando ormai ci si ritrova in uno stadio avanzato della malattia ( caratterizzato da aumento di mobilità dei denti, sanguinamento gengivale, alitosi, dolore diffuso fino ad arrivare all’apice della malattia ossia la caduta degli elementi dentali).

Per questi motivi, anche in assenza di sintomi importanti è opportuno sottoporsi a controlli periodici e far valutare la presenza e la condizione delle nostre tasche gengivali dal nostro odontoiatra ed igienista di fiducia.

In generale possiamo sostenere che, comunque, risulta opportuno prestare attenzione ai seguenti sintomi:

  • Gengive gonfie,

  • gengive sanguinanti,

  • gengive doloranti,

  • presenza di alitosi,

  • sensibilità diffusa al caldo o al freddo, piuttosto che al dolce,

  • sensazione di mobilità accentuata del dente (tenendo sempre presente che i denti hanno, per loro natura, una minima e naturale mobilità).

Diagnosi e cura.

Il paziente affetto da tasche parodontali dovrà sottoporsi ad una visita specialistica che si svolgerà attraverso un esame clinico ed uno radiografico, il quale consentirà al medico di conoscere il livello osseo e valutare le condizioni dei tessuti di sostegno del dente (parodonto), per formulare una diagnosi.

La procedura diagnostica (chiamata sondaggio parodontale) si effettua inserendo delicatamente una sonda millimetrata tra il dente ed il margine gengivale. Le misure vengono rilevate in punti diversi di ogni dente, al fine di rilevare la presenza di tasche parodontali e quantificarne la profondità. Se le gengive sono sane, la profondità del solco sarà di 1-2 mm. Ogni valore superiore ai 4 mm di profondità sarà da considerarsi patologico.

Il paziente dovrà anche tenere a mente che, in risposta all’infiammazione locale, le gengive tenderanno a divenire gonfie, edematose, le retrazioni gengivali saranno per questo più difficili da individuare e le tasche gengivali potrebbero apparire meno profonde; pertanto, in presenza di sintomi o segnali anomali sarà opportuno recarsi dal proprio dentista di fiducia.

La terapia per curare le tasche parodontali sarà decisa dal vostro odontoiatra e dal vostro igienista di fiducia, in base allo stadio della patologia.

Sedute d’igiene orale ravvicinate, levigature radicolari, sedute di laser terapia e, nei casi più gravi e complessi, interventi chirurgici mirati alla rigenerazione ossea.

Possiamo comunque sostenere che il primo intervento sarà l’igiene orale professionale per rimuovere accuratamente placca e tartaro, a cui dovrà necessariamente fare seguito una scrupolosa e costante igiene orale domiciliare. Come accennavo, la terapia vera e propria sarà valutata in base alla diagnosi e alla gravità delle tasche parodontali.

Ciò che risulta fondamentale è ridurre la profondità della tasca parodontale ed eliminare i batteri in essa presenti per bloccare la progressione della malattia parodontale. La sola eliminazione dei batteri potrebbe non essere sufficiente ad eliminare il rischio di recidiva e quindi la ricomparsa della malattia. La pulizia di una tasca gengivale profonda risulta più complessa, per questo risulta fondamentale ridurne il più possibile le dimensioni. Più si riduce la profondità della tasca gengivale più aumenteranno le possibilità di mantenere parodonto e denti sani. Tutto ciò va associato alle corrette procedure di igiene orale domiciliare e professionale, prime armi per ridurre il rischio di gravi problemi di salute orale.

 

Ove necessario, verranno effettuate le levigature radicolari. Per prima cosa la bocca verrà divisa in 4 quadranti (uno per seduta) ed il vostro igienista di fiducia procederà effettuando questa accurata pulizia sotto-gengivale al fine di eliminare ogni deposito di placca batterica e tartaro dalle superfici radicolari. Tale procedura favorirà la guarigione dei tessuti parodontali (eliminando l’infiammazione e riducendo, di conseguenza, la profondità della tasca parodontale). Al termine delle levigature radicolari si effettuerà un’ultima seduta di levigatura (che riguarderà tutta la bocca) in cui si utilizzerà il laser e l’inserimento di gel di clorexidina nelle tasche più profonde per ottenere un’ottima disinfezione dei tessuti.

Prevenzione…

Per prevenire la formazione delle tasche gengivali, spazzolino e dentifricio non risultano essere sufficienti, se non abbinati all’uso del filo interdentale.

Risciacqui orali con collutori antiplacca ed antibatterici non sono necessari, ma possono aiutare quando il vostro dentista di fiducia, vista
la vostra situazione concreta, li consiglia. Il tutto dev’essere accompagnato da
periodiche sedute di igiene orale professionale.

Al fine di prevenire la malattia parodontale sono quindi consigliabili, oltre ad un’accurata igiene domiciliare, sedute regolari dall’igienista professionale, visite di controllo, alimentazione sana ed eliminazione di abitudini viziate (fumo, alcol, stress eccessivo).

I nostri denti ed il loro stato di salute non sono altro che una parte del nostro benessere generale. Sempre più, i vari studi scientifici sottolineano come la low-grade inflammation (Infiammazione cronica di basso grado) sia una patologia che riguarda praticamente ognuno di noi e si può manifestare in moltissimi modi (tra cui sicuramente con problemi di salute orale). La parodontite non sarà altro che l’emergere di un problema più grande del nostro organismo, essendo strettamente correlata al nostro equilibrio ( condizioni del nostro intestino, delle nostre difese immunitarie,ecc). Per questo risulta necessario effettuare un approccio a 360°, per curare in primis la patologia emersa e poi per ristabilire il nostro equilibrio interno. Sarà opportuno infatti disintossicare, detossificare ed abbassare l’infiammazione sistemica per poter migliorare il nostro benessere generale e nello specifico quello orale. I mezzi attraverso cui ristabilire il nostro benessere saranno il condurre uno stila di vita sano (evitando di fumare, bere e limitando il più possibile lo stress) ed il seguire un’alimentazione corretta ed equilibrata.

 

Riassumendo…

Sintomi che devono far sospettare una malattia parodontale

gengive gonfie ed arrossate,

gengive sanguinanti,

alitosi,

comparsa di spazi tra i denti,

recessioni gengivali con esposizione delle radici,

mobilità elementi dentali.

 

 

Lo sapevi che…

 

 

Uno studio condotto da Ankita Mathur, DDS del Department of Periodontology (India) ha constatato come gli sciacqui a base di tè verde abbiano lo stesso effetto sulla gengivite di quelli fatti con un collutorio a base di clorexidina.

Il tè verde ha origine nell’antico Giappone dove le foglie vengono fatte essiccare in modo che i principi attivi antiossidanti permangano anche nell’infuso che abitualmente si beve. Numerosi sono gli effetti benefici attribuiti a questa bevanda che possiede importanti proprietà antiossidanti.

Lo studio in questione compara l’efficacia dei collutori a base di tè verde rispetto a quelli tradizionali con clorexidina in soggetti affetti da gengivite (indotta da placca batterica).

La clorexidina è considerato il principio attivo di riferimento per le parodontiti e per questo i ricercatori hanno voluto testare il tè verde che ha proprietà antibatteriche naturali.


I risultati della ricerca evidenziano come non ci siano differenze significative nel ridurre la placca e l’infiammazione gengivale tra i collutori a base di tè verde rispetto ai normali prodotti con clorexidina.

Conclude Mathur “I collutori a base di tè verde possono essere considerati una valida alternativa a quelli a base di clorexidina per il trattamento delle gengiviti”. *

*Fonte http://www.odontoiatria33.it/parodontologia/16687/l-efficacia-di-collutori-a-base-di-te-verde-su-placca-dentale-e-infiammazione-gengivale.html

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