Gentili pazienti bentrovati.

Il 19 marzo 2021 verrà celebrata la Giornata mondiale del sonno.

Proprio in occasione di tale data è nostra premura fornirvi qualche informazione sulle apnee ostruttive del sonno. Questo tema, molto spesso sottovalutato o sconosciuto, in realtà riguarda tantissime persone: le stime indicano che circa il 12% della popolazione mondiale ne soffra.

Le patologie che riguardano i disturbi respiratori durante il sonno sono legate all’ostruzione (totale o parziale) delle vie aeree superiori e fanno parte delle OSAS, cioè delle apnee ostruttive del sonno.

Esse possono avere diverse gravità:

– si parla di ipopnea quando si verifica solo una riduzione parziale della respirazione durante il sonno

– si parla di apnea durante il sonno quando l’interruzione della respirazione è relativamente breve (circa 10 secondi e mai superiore ai 3 minuti)

– infine si tratta di RERA (Respiratory Effort Related Arousal) nel caso in cui si verifichi un’importante limitazione della respirazione e conseguente aumento dello sforzo respiratorio e successivo sblocco.

Quali soggetti sono maggiormente esposti al rischio di soffrire di OSAS?

In generale tale patologia riguarda soprattutto gli uomini, nel caso in cui invece colpisse una donna è più frequente che si tratti di una donna già in menopausa.

La frequenza dell’insorgenza di tale patologia aumenta con l’avanzare dell’età, infatti il picco si verifica nei soggetti di età compresa tra i 50 e i 70 anni.

Ulteriore dato che aumenta la probabilità di soffrire di OSAS è appartenere ad una categoria di soggetti a rischio: essere cioè un soggetto obeso o in sovrappeso, soffrire di ipertensione, essere cardiopatici o avere disturbi respiratori cronici.

Altre condizioni in grado di favorire l’insorgenza di disturbi respiratori del sonno sono: ostruzione delle vie aeree superiori: naso, bocca e gola (a causa di malocclusioni dentali, malformazioni, setto nasale deviato e ipertrofia tonsillare) abuso di bevande alcoliche, fumo e l’assunzione di alcuni farmaci (come ad esempio sonniferi).

 

Perché è così pericolosa tale patologia?

In primis verrebbe da pensare che oltre a ridurre la qualità del sonno (elemento da non sottovalutare assolutamente, in quanto potrebbe avere ripercussioni sulla lucidità quotidiana: non aver riposato correttamente ed adeguatamente causerà numerosi deficit di attenzione che potranno causare ad esempio sia piccoli incidenti domestici , sia incidenti alla guida del proprio veicolo, mettendo a repentaglio la propria e l’altrui vita) non ci possano essere chissà quali conseguenze nella vita di un soggetto affetto da OSAS, invece non è così!!!!

Oltre alla sonnolenza diurna, al rischio di incidenti stradali dovuti agli attacchi di sonno, le OSAS sul lungo periodo possono creare gravi problemi al sistema cardio-circolatorio portando in alcuni casi a gravi disturbi cardiovascolari quali aritmie cardiache, ipertensioni arteriose, infarti ed l’ictus.

Tornando al rischio della sonnolenza diurna ed al rischio di attacchi di sonno è bene tenere a mente che numerosi incidenti stradali (i quali ricordiamo causano circa 12mila feriti e più di 200 morti all’anno) sono proprio causati da soggetti affetti da tali patologie.

 

Sintomi:

Primo sintomo evidente che caratterizza tale patologia è il russare fin dalla fase iniziale del sonno: il soggetto affetto da OSAS russerà in maniera progressiva durante il riposo, fino ad arrivare all’interruzione della respirazione seguita dalla ripresa del russamento.

Ulteriori sintomi (che sono anche conseguenze di tale disturbo) sono:

  • Sonnolenza diurna eccessiva e costante senso di stanchezza
  • Mal di testa e cefalee mattutine
  • Deficit nell’attenzione e difficoltà a concentrarsi
  • Secchezza orale al risveglio
  • Frequente minzione notturna
  • In alcuni casi possono verificarsi episodi di impotenza
  • Sudorazione durante la notte
  • Risvegli improvvisi durante il sonno a causa di sensazioni di soffocamento

 

Prevenzione e cura delle Apnee ostruttive del sonno.

Condurre uno stile di vita sano, praticare attività fisiche costantemente e seguire un regime alimentare sano e bilanciato sarà sicuramente fondamentale per ridurre il rischio di soffrire di OSAS. Nel caso in cui il soggetto sia in sovrappeso sarà necessario prestare attenzione alla dieta, perdendo i chili in eccesso. Ulteriori azioni preventive sono: evitare di fumare e non assumere alcolici (specialmente prima di andare a dormire).

Diagnosi.

Punto di partenza per diagnosticare tale problema è analizzare i sintomi che vengono riferiti sia dal paziente, sia dal suo/sua partner (che sarà l’unico soggetto in grado di riferire cosa accade durante il sonno del paziente).

Nel caso in cui il medico avesse il sospetto di una possibile OSAS procederà con un monitoraggio cardiorespiratorio notturno. Attraverso tale sistema verranno analizzati i valori di ossigenazione ematica (ossia la saturazione), il russamento, la frequenza cardiaca, il flusso nasale e aereo, i movimenti, la postura assunta durante il sonno e la mobilità (toracica ed addominale) respiratoria. Ulteriori accertamenti possono prevedere il bisogno di esami specifici (quali ad esempio elettroencefalogramma o elettromiografia degli arti); mentre nei casi più complessi potrà rendersi necessaria una analisi di laboratorio effettuata in camera del sonno con video-assistenza.

 

 

Ruolo dell’odontoiatra…

 

Una domanda potrebbe sorgere spontanea: quale ruolo riveste l’odontoiatra rispetto tale patologia?

Prima di tutto è bene ricordare che l’odontoiatra, dopo il medico di base, è il professionista che vede il maggior numero di pazienti, quindi avrà modo di fungere da “sentinella” di eventuali patologie.

Proprio a riprova dell’interesse e di quanto sia importante conoscere tale patologia in ambito odontoiatrico ricordiamo come nei protocolli internazionali le OSAS fanno parte delle attività di aggiornamento annuali previste per tutti gli odontoiatri.

Come dicevo, l’odontoiatra sarà tra i primi professionisti a poter effettuare uno screening rilevante ed iniziare ad effettuare una diagnosi che coinvolgerà anche altri specialisti.

Da un punto di vista strettamente odontoiatrico si potrà consigliare l’utilizzo di specifici dispositivi (quali avanzatori mandibolari e piani di cura ortodontici volti alla correzione dell’occlusione dentale) per intraprendere un percorso terapeutico iniziale, in grado di ridurre il russamento e le apnee notturne. Dopodiché sarà utile un approccio multidisciplinare in cui più professionisti agiscono in modo coordinato per risolvere il problema.

 

 

Terapie da adottare in caso di OSAS.

Una volta diagnosticata la presenza di tale patologia (tenendo conto dell’età del paziente, della gravità del problema e della morfologia del soggetto) verrà deciso quale piano di trattamento porre in essere per monitorare e risolvere il problema. Nella fase di approccio terapeutico si renderà necessaria la cooperazione multidisciplinare di professionisti per il raggiungimento del comune obiettivo: limitare e, ove possibile, eliminare il problema.

I consigli pratici e gli approcci terapeutici per i pazienti affetti da OSAS possono essere molteplici, tra questi ricordiamo:

  • La perdita di peso (riferito ai soggetti obesi o in sovrappeso),
  • Evitare l’assunzione di bevande alcoliche (soprattutto la sera prima di andare a dormire) e di sonniferi,
  • Trattamenti farmacologici (orientati al contrastare e limitare i sintomi delle OSAS),
  • Risolvere con appositi trattamenti i problemi che interessano le vie aeree superiori,
  • Evitare di dormire su un fianco,
  • Effettuare trattamenti ortodontici per correggere e stabilizzare una corretta occlusione dentale,
  • Utilizzo della CPAP (Continuous Positive Airway Pressure) notturna, ossia una particolare maschera facciale che attraverso un piccolo tubicino spinge aria nelle vie aeree impedendo a queste di interrompere la loro attività e semplificando la respirazione,
  • Chirurgia: in alcuni casi potrà rendersi necessario effettuare una terapia chirurgica volta alla correzione del setto nasale deviato, all’asportazione delle tonsille, ecc.

 

 

Conclusioni…

 

Consapevoli di quanto nel momento storico di pandemia in cui viviamo sia difficile pensare ad altro, bisogna comprendere che l’OSAS rappresenta una patologia che merita grande attenzione.

Da quanto detto è chiaro che soffrire di OSAS determina problemi di varia natura, tra cui numerosi rischi connessi con l’eccessiva sonnolenza diurna (i quali possono comportare incapacità di concentrazione nello studio e sul lavoro, colpi di sonno alla guida o durante attività lavorativa) ma non solo! Dagli studi condotti è emerso che oltre ai problemi cardiovascolari, la presenza di OSAS può influire sull’insorgenza e nello sviluppo di altre patologie, come ad esempio il diabete, ed aumentando i fattori di rischio ove presenti altre malattie (come ad esempio accade nei soggetti che soffrono di bronchite cronica). Per tutti questi motivi è fondamentale diagnosticarla tempestivamente e risolverla il prima possibile!

 

 

Lo sapevi che?

 

Sapevate che le nuove normative sui rinnovi della patente di guida tengono conto proprio della presenza o meno di OSAS?!

Questo ci fa comprendere quanto sia importante conoscere e monitorare tale patologia!

 

 

Come sempre ricordiamo, i nostri articoli hanno carattere puramente informativo e non vogliono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente.

 

Fonti: “Il dentista Moderno”, “Odontoiatria 33”.

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