Come abbiamo avuto modo di accennare negli articoli precedenti l’equilibrio acido-base ricopre una funzione essenziale dell’organismo umano. Esso è anche definito come omeostasi del pH.

Il pH di una soluzione indica la misura della sua concentrazione di H+.

Tale concentrazione di pH viene espressa in una scala logaritmica (i passaggi tra un valore ed un altro sono esponenziali: passare da un pH 5 ad un pH 4 significa diventare 10 volte più acidi!) che va da 0 e 14 ed il valore medio di 7,0 indica una stato di pH neutro.

Il parametro del pH viene definito basico per valori compresi tra 7 e 14, mentre è definito acido quando è compreso tra 0 e 7.

Nella maggior parte dei casi il pH del nostro organismo tende leggermente all’alcalino, aggirandosi intorno al valore di 7,40.

 

La nostra salute, le nostre energie e in generale il nostro benessere dipendono in buona parte dall’equilibrio acido-base.

L’alimentazione, anche in questo ambito, gioca un ruolo fondamentale per il mantenimento dell’omeostasi.

Gli alimenti che assumiamo possono avere due tipi di effetti:

  1. acidificanti: cioè comportano uno spostamento dei valori di pH nel sangue verso l’acidità,

  2. basificanti: aumentando il pH verso valori superiori .

In caso di acidosi (quindi se il pH diminuisce in maniera significativa) i neuroni sono meno eccitabili ed il sistema nervoso centrale appare depresso.

Sintomi più frequenti di acidosi saranno: mal di testa, stitichezza,dolori articolari, stanchezza eccessiva, ecc. In presenza di acidosi si verificheranno anche conseguenze negative a livello osseo, vi sarà un forte abbassamento delle difese immunitarie che aumenterà il rischio di contrarre altre patologie e vi sarà una diffusione di infiammazione a livello di organi e tessuti.

In caso invece di alcalosi (quindi aumento significativo di pH) i neuroni vertono in uno stato di iper-eccitamento.

Equilibrio acido base e patologie orali.

Stress, cattive abitudini alimentari e lo stile di vita moderno influenzano il nostro benessere e gli effetti negativi influenzano anche la nostra salute orale.

Vediamo quali patologie orali possono manifestarsi in caso di sbilanciamento del pH e quindi in stato di acidosi.

Parodontite (o piorrea).

Si tratta di un processo patologico caratterizzato dalla perdita dell’apparato di supporto dei denti. Primo fattore che porta alla diagnosi di parodontite è la perdita di attacco gengivale, ossia la recessione graduale e progressiva della gengiva dalle radici dei denti.

Il processo di distruzione dei tessuti che sostengono gli elementi dentali è, purtroppo, irreversibile. Per questo è fondamentale agire in modo da prevenirla, effettuando periodicamente detartrasi e mantenendo un’ottima igiene dentale (utilizzando scovolino e filo interdentale). L’evoluzione della parodontite è favorita da una condizione persistente di acidificazione dei tessuti del cavo orale che causa un indebolimento delle strutture di sostegno dei denti.

Il fatto che le gengive sanguinino è un campanello d’allarme che può indicarci la presenza di una paradentosi che potrà peggiorare portando ad un’elevata mobilità dentale fino al rischio di caduta dei denti. Anche in questo caso siamo in presenza di una patologia legata ad una situazione di iperacidità che può essere combattuta ponendo in essere protocolli volti alla de-acidificazione. Nel caso in cui tale patologia fosse sottovalutata e non curata potrebbe portare ad una regressione del parodonto (tessuto parodontale: gengive ed osso) , per questo è importante curarla e prevenirla.

Tra gli alimenti da prediligere per combatterla bisogna preferire quelli contenenti calcio e fluoro naturale ( the nero, gamberetti, cereali, granchio, uva secca, soia, mandorle, ecc.) .

Alitosi.

 

L’alitosi nel 90%dei casi è dovuta alla parodontite. L’alito cattivo oltre ad essere poco gradevole e fonte di insicurezza e vergogna può essere una manifestazione di un’ acidosi cronica presente nell’organismo. Spesso questa è localizzata nell’apparato digerente e comporta dei processi fermentativi che sostituiscono la normale digestione. I gas prodotti penetrano nei polmoni tramite il sangue e vengono espirati attraverso la bocca. Ulteriori prodotti di decomposizione si immettono nelle mucose delle vie digestive (tra cui rientra anche la mucosa orale), qui vengono assimilati dalla saliva e possono sviluppare un fastidioso sapore oltre al cattivo odore.

Prima però di considerare l’alitosi una conseguenza dell’iperacidità si deve escludere, effettuando una visita medica, che non sussista una malattia cronica epatica o polmonare che potrebbe essere all’origine dell’alito cattivo.

Carie.

I nostri cari denti sono esposti agli acidi due volte:

1 → dall’esterno: mangiando alimenti ricchi di zuccheri o di carboidrati ciò che resta tra gli elementi dentali ( zucchero e amido) viene immediatamente trasformato dalla flora batterica orale in acido lattico e questo attacca lo smalto dentale.

2 → dall’interno : ciò che rimane all’interno del nostro apparato digerente aumenta l’iperacidità nel nostro organismo.

Per abbassare la quantità di acidi in eccesso, vengono utilizzati i depositi di minerali basici presenti nel corpo umano attraverso un meccanismo, detto di “tamponamento”. Col tempo anche smalto e dentina patiranno gli attacchi degli acidi e saranno luogo ideale per l’insediamento della carie. La carie ,oltre a causare dolore o addirittura condurre alla necrosi dentale, avrà anche conseguenze peggiori dando vita ad un circolo vizioso : non potendo masticare in maniera corretta il cibo, si avranno problemi nella digestione e conseguenza di ciò sarà l’apertura verso un’ulteriore acidosi.

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