Gentili pazienti bentrovati.
Nell’articolo di questa settimana parleremo di un’abitudine molto diffusa, cercando di comprendere se sia o meno salutare per la nostra salute orale.
Un bicchiere di acqua tiepida con succo di limone appena svegli. C’è chi non riesce a farne a meno, convinto che favorisca la digestione, “depuri” l’organismo o aiuti a perdere peso. Ma dal punto di vista odontoiatrico, questa abitudine è davvero innocua?
La risposta è semplice: dipende da come la si consuma.
Il limone è molto acido: cosa significa per i denti?
Il succo di limone ha un pH compreso tra 2 e 2,5, un valore decisamente acido. Per fare un confronto, lo smalto dei denti inizia a perdere minerali quando il pH della superficie dentale scende sotto circa 5,5.
Ogni volta che beviamo una limonata o acqua con limone, lo smalto viene esposto ad un ambiente acido. Fortunatamente la saliva interviene rapidamente neutralizzando gli acidi e favorendo la remineralizzazione.
Il problema nasce quando questa esposizione si ripete più volte al giorno o dura a lungo, ad esempio sorseggiando lentamente la bevanda durante tutta la mattinata.
Lo smalto: forte, ma non indistruttibile.
Lo smalto è il tessuto più duro del corpo umano, ma non è invincibile.
L’acidità può provocare una lenta erosione che, nel tempo, rende i denti:
• più sensibili al caldo e al freddo;
• meno brillanti;
• più gialli, perché affiora la dentina sottostante;
• più soggetti a usura.
A differenza della carie, l’erosione non è causata dai batteri, ma dagli acidi.
E le gengive?
Se le gengive sono sane, il limone generalmente non crea problemi importanti.
Diverso è il caso di gengiviti, afte o piccole ferite: il contatto con il succo di limone può provocare bruciore ed irritazione.
Anche il vecchio rimedio della nonna di strofinare il limone sui denti per sbiancarli è da evitare: l’effetto sbiancante è solo apparente mentre il rischio di consumare lo smalto è reale.
Il falso mito del limone “alcalinizzante”.
Uno dei luoghi comuni più diffusi è che il limone “alcalinizzi il sangue”.
In realtà, il nostro organismo mantiene il pH del sangue entro limiti estremamente precisi grazie all’azione di reni e polmoni.
L’acidosi metabolica è una condizione clinica seria che compare in presenza di patologie come insufficienza renale, diabete scompensato o gravi infezioni. Non dipende esclusivamente dal consumo di determinati alimenti acidi e non può essere corretta bevendo acqua e limone.
È vero che il limone, dopo il metabolismo, lascia residui minerali classificati come alcalinizzanti, ma questo non modifica il pH del sangue.
Acqua e limone: quindi sì o no?
La buona notizia è che non esiste alcun motivo per bandire il limone.
Se ti piace bere acqua e limone al mattino puoi continuare a farlo, seguendo però alcune semplici regole:
• bevila in pochi minuti, senza sorseggiarla a lungo;
• evita di aggiungere zucchero;
• risciacqua la bocca con acqua naturale dopo averla bevuta;
• aspetta almeno 30 minuti prima di lavare i denti;
• se soffri di sensibilità dentale o erosione, chiedi consiglio al tuo odontoiatra.
Curiosità.
La saliva è uno dei migliori alleati dei nostri denti. Ogni giorno neutralizza gli acidi, apporta calcio e fosfato per riparare microscopici danni allo smalto e protegge continuamente il cavo orale.
Per questo motivo il vero segreto non è eliminare il limone, ma rispettare i tempi naturali della bocca.
In odontoiatria il problema raramente è un singolo alimento: sono la frequenza, le abitudini ed il tempo di esposizione a fare davvero la differenza.

