Cari pazienti rieccoci.
L’estate è la stagione delle vacanze, delle giornate all’aria aperta e, naturalmente, della tanto desiderata tintarella. Quando si parla di esposizione al sole, il pensiero corre subito alla pelle abbronzata, al mare e al relax. Ma c’è un protagonista silenzioso che entra in scena ogni volta che i raggi del sole sfiorano la nostra pelle: la vitamina D. Negli ultimi anni questa vitamina è stata al centro di numerosi studi scientifici, che ne hanno evidenziato il ruolo fondamentale non solo nella salute delle ossa, ma anche nel corretto funzionamento del sistema immunitario, nella prevenzione di diverse patologie e, aspetto ancora poco conosciuto, nella salute della bocca. Ecco perché, mentre ci godiamo una passeggiata in spiaggia o una colazione all’aperto, stiamo facendo molto più che regalarci un po’ di colore: stiamo contribuendo, seppur indirettamente, anche al benessere del nostro sorriso. Naturalmente, il sole resta un prezioso alleato solo quando viene vissuto con equilibrio, utilizzando sempre le giuste protezioni e rispettando le raccomandazioni dei dermatologi.
La vitamina D: una vitamina un po’ speciale.
A differenza della maggior parte delle vitamine, la vitamina D non dipende esclusivamente dall’alimentazione. Il nostro organismo è infatti in grado di produrla autonomamente grazie all’azione dei raggi ultravioletti B (UVB) sulla pelle.
Per questo motivo viene spesso definita la “vitamina del sole”.
Una piccola parte può essere introdotta attraverso alcuni alimenti, come:
• pesce azzurro e pesci grassi (salmone, sgombro, sardine);
• tuorlo d’uovo;
• fegato;
• latte e alimenti fortificati.
Tuttavia, nella maggior parte delle persone, l’esposizione solare rappresenta la principale fonte di produzione.
Durante i mesi estivi, bastano generalmente pochi minuti di esposizione quotidiana di viso, braccia e gambe (variabili in base al fototipo, all’orario, alla latitudine ed alla stagione) per favorire una buona sintesi della vitamina D. Questo non significa esporsi nelle ore più calde o rinunciare alla protezione solare: la prevenzione dei danni cutanei rimane sempre prioritaria.
Cosa c’entra la vitamina D con il dentista?
Molto più di quanto si possa immaginare. La salute della bocca non dipende esclusivamente dallo spazzolino o dal filo interdentale. Gengive, denti, osso mascellare e sistema immunitario lavorano continuamente insieme per mantenere l’equilibrio del cavo orale. La vitamina D interviene proprio in molti di questi meccanismi.
Denti più forti fin dall’infanzia.
Uno dei compiti principali della vitamina D è facilitare l’assorbimento intestinale di calcio e fosforo, minerali indispensabili per la formazione e la mineralizzazione delle ossa e dei denti.
Durante la crescita, livelli adeguati di vitamina D favoriscono:
• il corretto sviluppo dello scheletro;
• la formazione dei denti permanenti;
• una migliore mineralizzazione dello smalto;
• una riduzione del rischio di difetti dello sviluppo dentale.
Diversi studi suggeriscono che bambini con carenza di vitamina D possano presentare una maggiore predisposizione alla comparsa di difetti dello smalto, che rendono il dente più vulnerabile all’attacco della placca batterica.
Un aiuto contro la carie.
La carie è una malattia multifattoriale: zuccheri, batteri, igiene orale e predisposizione individuale giocano tutti un ruolo importante. Negli ultimi anni la ricerca ha osservato che la vitamina D potrebbe rappresentare un ulteriore fattore protettivo. Come? Da una parte migliora la mineralizzazione dello smalto rendendolo più resistente; dall’altra stimola la produzione di peptidi antimicrobici, molecole naturali che aiutano l’organismo a contrastare la proliferazione di alcuni batteri presenti nella bocca. La vitamina D, quindi, non sostituisce certamente lo spazzolino, ma contribuisce a creare un ambiente orale più equilibrato.
Gengive più sane.
Le gengive sono il fondamento del nostro sorriso. Quando si infiammano compaiono sanguinamento, arrossamento, gonfiore e, nei casi più avanzati, può svilupparsi la parodontite, una malattia infiammatoria cronica che interessa i tessuti di sostegno del dente.
La vitamina D svolge una duplice funzione:
• modula la risposta immunitaria;
• contribuisce al controllo dei processi infiammatori.
Per questo motivo, livelli adeguati sembrano essere associati ad una migliore salute gengivale. Naturalmente la vitamina D, da sola, non cura la gengivite o la parodontite, ma rappresenta un elemento che si inserisce in una più ampia strategia di prevenzione fatta di igiene orale professionale, controlli periodici e corretta pulizia domiciliare.
Un osso più forte significa impianti più stabili.
Quando si inserisce un impianto dentale, il suo successo dipende dalla capacità dell’osso di integrarsi perfettamente con la superficie implantare. Questo processo prende il nome di osteointegrazione. Poiché la vitamina D è coinvolta nel metabolismo osseo, numerosi ricercatori stanno studiando il possibile rapporto tra livelli vitaminici e successo implantare. I risultati attualmente disponibili sono promettenti: alcune ricerche suggeriscono che una carenza importante possa influenzare negativamente la guarigione ossea. Per questo motivo, nei pazienti che devono affrontare interventi implantari complessi o che presentano fattori di rischio, il dentista può valutare, insieme al medico curante, l’opportunità di approfondire anche questo aspetto.
Il sistema immunitario… parte anche dalla bocca.
La bocca rappresenta una delle principali porte d’ingresso dell’organismo. Ogni giorno conviviamo con centinaia di specie batteriche che, nella maggior parte dei casi, vivono in equilibrio con il nostro sistema immunitario. La vitamina D contribuisce a mantenere questa delicata armonia regolando l’attività di diverse cellule immunitarie. In altre parole, aiuta il nostro organismo a rispondere in modo più efficace alle aggressioni batteriche senza alimentare inutilmente i processi infiammatori. È uno dei motivi per cui oggi viene considerata una vitamina molto più “attiva” rispetto a quanto si pensasse fino a qualche anno fa.
Chi rischia una carenza di vitamina D?
Anche in un Paese soleggiato come l’Italia, la carenza di vitamina D è sorprendentemente frequente.
Tra le categorie maggiormente a rischio troviamo:
• persone anziane;
• chi trascorre gran parte della giornata in ambienti chiusi;
• persone con pelle molto scura;
• soggetti obesi;
• pazienti con alcune malattie intestinali che riducono l’assorbimento;
• chi utilizza sempre indumenti molto coprenti.
Sole sì… ma con intelligenza.
Parlare dei benefici del sole non significa incoraggiare esposizioni eccessive. L’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti aumenta il rischio di:
• scottature;
• invecchiamento precoce della pelle;
• macchie cutanee;
• tumori della pelle.
La parola chiave è equilibrio.
Alcune semplici regole permettono di beneficiare della luce solare riducendo i rischi:
• evitare l’esposizione nelle ore centrali della giornata;
• utilizzare creme solari con adeguato fattore di protezione;
• indossare cappello ed occhiali da sole;
• idratarsi abbondantemente;
• aumentare gradualmente il tempo trascorso al sole.
Ogni persona ha caratteristiche diverse: fototipo, età e condizioni di salute influenzano il tempo di esposizione consigliato.
Serve assumere un integratore?
È una domanda molto frequente. La risposta è: dipende. L’integrazione di vitamina D non dovrebbe essere presa “per sicurezza”, ma valutata insieme al proprio medico sulla base della storia clinica, dei fattori di rischio e, quando indicato, dei valori ematici. Assumere quantità eccessive di vitamina D non offre benefici aggiuntivi e, nei casi estremi, può addirittura risultare dannoso. L’obiettivo non è assumere più vitamina possibile, ma mantenere livelli adeguati.
Il sorriso è il risultato di tante buone abitudini.
Quando pensiamo alla prevenzione odontoiatrica immaginiamo subito spazzolino, dentifricio e filo interdentale. Sono certamente strumenti indispensabili. Ma oggi sappiamo che la salute orale è strettamente collegata al benessere generale dell’organismo. Una dieta equilibrata, un corretto stile di vita, il controllo delle malattie sistemiche, il sonno, l’attività fisica e perfino una regolare esposizione al sole possono contribuire, ciascuno nel proprio piccolo, a mantenere denti e gengive in salute. La vitamina D rappresenta uno degli esempi più affascinanti di questa connessione: una sostanza prodotta grazie alla luce del sole che aiuta il nostro organismo a proteggere ossa, sistema immunitario e, indirettamente, anche il nostro sorriso.
Un’estate da vivere… con il sorriso.
L’estate è il momento ideale per trascorrere più tempo all’aria aperta, fare movimento e concedersi qualche ora di relax sotto il sole. Con le giuste precauzioni, questi momenti possono trasformarsi in un piccolo investimento per la salute dell’intero organismo, bocca compresa. La prossima volta che penserete alla tintarella, ricordate che non è solo una questione estetica. Dietro quel leggero colorito dorato si nasconde una straordinaria macchina biologica che, grazie alla produzione di vitamina D, contribuisce ogni giorno a mantenere forti le nostre ossa, sane le gengive e più resistente il nostro sorriso. Naturalmente, nessuna vitamina può sostituire le buone abitudini quotidiane: spazzolare i denti almeno tre volte al giorno, utilizzare gli strumenti per l’igiene orale quotidiana, seguire un’alimentazione equilibrata e sottoporsi a controlli periodici dal dentista restano i pilastri della prevenzione.
Perché un bel sorriso nasce da tanti piccoli gesti quotidiani… e, perché no, anche da una tintarella presa con buon senso.

